Cari amici , sono rimasto in attesa di consigli o critiche per perfezionare o abolire il Decalogo che ho immesso nel Forum. Non ne sono giunte… forse perché per molti è sproporzionato porre l’idea di viaggio come se fosse una sorta di ricerca della fonte della vita eterna… forse per eccessiva enfasi linguistica che può, (solo apparentemente) intimorire. Solo Roberto con la sua estrema sensibilità ha posto con la metafora simbolica del pozzo, il the, e l’acqua,i riferimenti, i simboli per una possibile prosecuzione. Ma credo che, se il deserto è per noi un punto di aggregazione passionale, potremmo dalla gente che ci vive, prendere alcuni spunti che potrebbero aiutarci nell’orientamento, poiché loro hanno in una certa sfera, il viaggio come scopo ultimo. Del resto, esempi occidentali del viaggio, come fatto iniziatico e terminale alla comprensione delle cose ultime, e mezzo per giungere all’obbiettivo finale sono numerosi. I motivi possono essere differenti, diversi quanti sono gli uomini, questo per dire che ognuno è spinto dai sentimenti, dalle capacità e da motivazioni personali. Tanto per fare del classicismo potremmo citare alcuni esempi: Ulisse, avventuroso individuo che viaggia per mare e per terra sul confine tra il simbolo, la metafora e la carne. Dante, con il suo viaggio ultimo, al limite delle cose, escatologico, addirittura nel regno dei morti. Attraversa le pene, i demoni, l’inferno, il paradiso per terminare a Dio ultimo scopo. Lui medesimo usa il termine “ indiarsi” (dissolversi in Dio). Anche oggi, moderni personaggi si cimentano in imprese apparentemente straordinarie; sulle cime di altissimo monti, o sulle onde di mari infiniti, solitari viaggiatori che non avrebbero mai affrontato la loro impresa se le motivazioni di fondo non avessero alti e nobili valori come quello della ricerca in se stessi. Ecco credo che il termine che può descrivere il confine senza alcun disprezzo ma semplicemente per la tipologia praticata nel viaggio sia: turista responsabile … o… viaggiatore consapevole. Scegliamo la pista… Ma ritorniamo al deserto, per capire per quanto ci è possibile i parametri del viaggio, di chi lo abita: La gente del deserto, i beduini, quando partono alla ricerca di pascoli praticando il “ mah ‘rul ( la transumanza) si pongono mentalmente nei confronti dell’evento come esploratori, alla ricerca del miglior luogo possibile per loro, ed i loro animali. Ecco in sintesi l’esempio beduino e le attese mentali che a lui si presentano: (Anche noi… forse, potremmo usare i loro medesimi simboli per tentare un percorso.) Il viaggio alla ricerca della terra ambita per il foraggio, cibo per i loro animali, poiché se loro ingrassano producono molto latte e la sua famiglia godrà di un periodo di cibo abbondante, potranno avere alcuni confort, potranno andare al suq e comperare con la vendita di un capretto lo zucchero, il the, il kuskus. Potranno sposare Faisal con la cugina Fatima perché è nei loro desideri e per la felicità delle loro famiglie. Potranno se il pascolo sarà abbondante raccogliere con la vendita della lana delle pecore e alcuni cammelli i dinari sufficienti per l’ ahjj ( viaggio a Mecca) del vecchio ‘Amor: Sono anni che ‘Amor pensa al pellegrinaggio, non vuole morire prima di esserci riuscito, lui dice che questo sarà il VIAGGIO della sua vita, la SCUOLA per conoscere e capire, il PERCORSO nelle sfere straordinarie della spiritualità, un viaggio che gli potrà dare la MATURITA’ per vivere con gli uomini di tutto il mondo, pensa di viaggiare nella straordinaria NATURA di questo magnifico mondo creato da Allah, vedra ANIMALI mai visti che gli sveleranno altri segreti, finalmente si troverà nel recinto, con i suoi stessi compagni, nel recinto in cui i suoi avi, i suoi parenti, gli amici, i fratelli e compagni di un tempo ed attuali si sono trovati, appoggerà il suo piede, la sua mano dove anche la loro hanno toccato con il mio medesimo sentimento nostalgico, CORPORAZIONE di uomini eterni. Il rispetto, la stima, la lealtà, la fratellanza lo spinge alla ricerca del comportamento migliore, l’ETICA necessaria della convivenza, l’abolizione possibile di tutti i volgarismi, l’elevazione mentale e discorsiva per dare onore e nobiltà alle cose del mondo. Stazioni di arrivo e di partenza, RIFERIMENTI sulla pista del suo percorso per raggiungere il pozzo, il the, e l’acqua di Roberto. Credo che per l’allestimento del veicolo possa bastare, ognuno è libero di portarsi il feticcio protettivo che crede, anche la copertina di Linus. Il percorso venturo, la pista che batteremo sarà alla ricerca del: pozzo…. l’acqua….il the… di Roberto. Amici, compagni, fratelli, questo è l’ingresso del deserto la porta del vostro cuore. Ciao a Tutti Marino Resto in trepida attesa delle vostre parole… per continuare. |
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