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Baraka Allah u fiq Gichiube, Mi piace il tuo modo di espandere l’iniziativa, la tua posizione critica è la pista che conduce alla comprensione di un’altra cultura. Tra le righe della tua proposta, le forti curiosità sulle etnie che incontriamo durante i nostri viaggi ci sono fermenti che aspirano alla comprensione anche delle cose nascoste: infibulazione, sessualità, magia sono percorsi di una stessa pista trovati sparsi o amalgamati tra loro vale la pena di percorrerli? La donna araba o berbera ha gli stessi sentimenti e pulsioni delle donne occidentali ma ordinati secondo arcani culturali differenti, nel mondo islamico il senso di colpa del peccato originale non esiste, quali sono per loro i freni inibitori dei nostri sensi di colpa? Il paradigma biblico quindi anche arabo sulla felicità dei nomadi è connesso con il mito di Caino e Abele. Dio ha accettano benevolmente l’agnello sacrificato di Abele, il contemplativo, il buono, l’uomo che vive completamente l’ordine della natura, che non la forza. Oggi diremmo che non rompe l’equilibrio biologico. “ il nomade”. Caino l’agricoltore, possessore della terra, l’uomo che per primo ha provato il sentimento egoistico di proprietà . Allah non accetta la sua offerta perché pregna di questi sentimenti: “ il sedentario”. Ebbene per equazione, quanto siamo noi gli eredi spirituali di Caino? Quanto sono i nomadi e i poveri dei deserti gli Abele tuttora viventi? Chiedo a tutti gli amici del forum di rendere possibili questi percorsi con commenti e domande, anche brevi comunicazioni sulle quali sentirci più uniti, con l’unico obbiettivo di migliorarci. Bene carissima Gihiube ( ovvero……?), mi piacerebbe partire per queste piste, entrare nei misteri di altri. L’acquisizione di un’altra cultura è la comprensione della propria attraverso il confronto. Ti vorrei rileggere presto al bahari - Marino |
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