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GUERRA E PACE (per Massi, ma non solo ) 

Forum: L'angolo della Cultura
Date: 2001, Nov 04
From: Marino

Caro Massi, ecco con un po’ di giorni di ritardo la mia opinione, che, mi piacerebbe con te e tutti gli amici del forum sensibili a questi problemi esaminare, discutere, per capire profondamente. Carico come sono di reali e fasulli nobili sentimenti, come un comune occidentale mi cimento con la conoscenza che possiedo, con le informazioni che mi giungono dai media, e con il flebile raziocinio che mi illudo di possedere consapevole però che mi è stato parzialmente strappato dalla “cultura del consumo”, e dalla “guerra psicologica” che in questi ultimi giorni è imperante. Le mie numerose e prolungate permanenze nel mondo arabo, i miei studi sull’islam e la mia sensibilità sociale, sono gli strumenti che appello ed uso come contrappeso, che pongo sul piatto della mia personale bilancia per riportare per quanto è possibile in equilibrio quell’indice sproporzionato, pesantissimo, prodotto dalle povere vittime delle torri gemelle, dalle ripetutissime condanne al mondo islamico, dalla propaganda sulla diffusione della guerra biologica, dai tamburi di guerra suonati in tutte le salse dalla maggior parte dei politici e polemisti di casa nostra. Di questa ingarbugliatissima matassa ho la convinzione di pormi da un punto d’osservazione privilegiato: credo di conoscere l’islam nei suoi significati e nelle sue più importanti manifestazioni e la società dei paesi che si trovano sulla sponda sud del mediterraneo. Secondo il mio parere i governi dei paesi arabo musulmani sono in grande maggioranza concordi contro il terrorismo con i governi occidentali. Anzi colgono ora l'occasione per imprimere una colossale repressione sulle genti, su quelle componenti del popolo che qui in occidente chiameremmo dissidente. Ecco il problema, questi governi, sono connessi con i potenti d'occidente, per i medesimi interessi: potere, petrolio etc., e le classi subalterne sono alla ricerca di possibili soluzioni ormai secolari di reali e gravi problemi quotidiani, anche di sopravvivenza e dopo gli esperimenti politici di alcuni decenni passati ( vedi Algeria, Egitto etc. ) su possibili soluzioni vicine al marxismo e i seguenti fallimenti, ecco lo straordinario passato di una civiltà islamica che si ripresenta, che si ripropone a volte in forme non condivisibili come ultima via al progetto di un mondo giusto e moralizzato. ATTENZIONE: MI SENTO DI AFFERMARE CHE IL TERRORISMO NON APPARTIENE AGLI ATLANTI MENTALI DEI POVERI DEL MONDO. Ne è il fondamento delle religioni, cristiane o musulmane. Anche l’occidente, come nel mondo arabo, vi sono divisioni di vedute e di concezioni sulle strade politiche da percorrere. Le anime sembrano divise, la guerra e la pace, la vendetta e il perdono. Il pensiero corre subito alle vittime delle torri, le loro famiglie; atroci dolori prodotti da belve sanguinarie senza scrupoli…Chi sono? Di dove vengono? Quali sono i loro scopi. Storicamente sono i ricchi e i potenti che hanno prodotto le guerre, oggi sono ancora loro? Dove si nascondono, nel mondo arabo o in occidente. Per questi non ci sono dogane, hanno il mondo intero come rapporto spaziale senza alcuna costrizione territoriale. Il loro potere attuale è nella massificazione delle menti, il loro punto debole è nelle possibilità individuali di libero pensiero. Io che, come cristiano, vorrei essere un santo, che come musulmano, vorrei essere un mistico, che come uomo, aspiro al rapporto fraterno con tutti gli uomini del mondo, sono in continua lotta contro ogni ingiustizia gioco anche in questo momento il mio ruolo chisciottesco perché credo profondamente ai valori di lealtà e di pace. Salem, è il saluto musulmano, significa “pace”. Scialom è il saluto ebraico, ha lo stesso significato. Salve è un saluto latino, salvato da cosa? Forse dai pericoli di una guerra? Oggi più di ieri e soprattutto in occidente il potere economico si è impadronito della morale, convoglia grandi movimenti d’opinioni, tiene in ostaggio il mondo attraverso l’uso di una imponente porzione dei media. L’azione di guerra sull' Afghanistan sembra una operazione matematica: L'afghanistan confina con Cina, Iran, "Zona di influenza Russa" e Pakistan. I governi di ognuno di questi paesi ha in qualche modo avuto degli aut-aut riguardo lo stato afghano , e tra l’altro tutti questi confinanti sono assolutamente inconciliabili tra loro. La deduzione ovvia è che qualsiasi assetto prenderà in futuro il governo di Kabul non potrà avere alcuna stabilità per molti decenni ( dividi ed impera). L'Afghanistan sarà un foglio di carta bianca, senza volontà politica, uno zero nella forza contrattuale sugli immensi depositi petroliferi, una nazione costretta alla direzione politica di compiacenza ( vedi proposta del ex rè afghano in esilio in Italia). A quel punto è possibile anche compiere un genocidio senza che il mondo se ne accorga? Basta farlo condurre ad esempio al gelo, dell’'inverno afgano alla mancanza di cibo, alle bombe a grappolo che esploderanno tutte le volte in cui la telecamera non è presente, alla stampa con la concessione del segreto su quanto fanno. Come in Irak dove ritroviamo lo stesso staf politico ma una moltitudine di morti a causa delll’embargo, Quindi prestiamo la dovuta attenzione. Credo che per offrire un vero aiuto, per lanciare un ponte sul quale siano possibili interscambi culturali veri sia necessario confrontarci con l'idea, per altro diffusissima nel mondo arabo islamico popolare che, dopo gli orrendi fatti accaduti "l'occidente cristiano" è visto da una moltitudine di persone come il demonio che li sta macellando a milioni, e che e' unito nel farlo con una determinazione e un'unita' che nel mondo arabo, diviso da sempre i satrapie, sembra un'utopia. "Ma satana è un'utopia, quindi niente di strano". Detto con parole sputate, ci odiano, in ogni cosa che siamo e facciamo. Ecco, questa è secondo me è il percorso analitico, l'indicazione del tema da dibattere, l'idea accasciante su cui è necessario confrontarci. Per tentare di evitare lo scontro di civiltà, che solo l'ingenuo non vede già innescato, uno scontro che potrebbe diventare anche da noi terribile e cruento. E' solo questione di tempo. E' come se fosse già scritto, anche se non ci piace sentirlo dire. Colleghiamo gli uomini di buona volontà, la società"civile", gli intellettuali di pace. Esprimiamo civilmente il nostro disappunto contro la miriade di polemisti televisivi, e giornalai, che vendono nell'incoscienza la morte dei poveri nelle statistiche delle perdite necessarie. Fermiamo i governi che usano l'unità di misura del potere mistificata da umanità, che lanciano viveri e bombe contemporaneamente, che devastano centri di raccolta della croce rossa dove sono riposti i viveri di migliaia di persone, che senza i viveri ci penserà il gelo invernale a sterminarli, senza l'orrenda visione del sangue per non urtare i deboli stomaci di molti spettatori televisi dell'opulento occidente. Ciao Marino

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