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Rispondo , definitivamente , all’uso di tutti, altrimenti si va fuori dal seminato anzi dalla pista che come precisato sin dall’inizio non è nelle mie intenzioni. Resto comunque a disposizione dei miei interlocutori entrambi a me sconosciuti per eventuali personali comunicazioni.
Il punto che ho inteso focalizzare non riguardava ne riguarda certamente le garanzie sulla credibilità di chiunque, va da sé che tutti ed ognuno possono essere tali senza effettivamente esserlo e viceversa, , né l’esperienza datata o certificata che sia, le questioni di fortuna “anatomica” o di memoria, né le amicizie e conoscenze vantate e neppure il numero di visti collezionati, quanto unicamente richiamare la dovuta attenzione a quanti vogliono entrare in Libia a farlo più possibile attraverso via e canali ufficiale , invitandoli ad avvalersi di una informazione quanto più possibile ufficiale costruttiva che per essere tale non può essere ridotta e banalizzata ad uno scambio di“ io sono entrato e tu no, io ho pagato uno e tu dieci, io sono professionale . ecc “ notizie pur sempre valide ma anche indicative di un metodo di lavoro basato su tanta buona volontà ma certamente non sulla conoscenza e competenza richiesta dalla realtà di un paese quale è la Libia.. Solo a questo fine ho ritenuto utile ribadire, a concreto beneficio di tutti, quale sia e dove si può cercare oggi questa ufficialità, specificando , forse poco, che questa é la migliore garanzia per cose sicure e fatte bene , anche dal punto di vista economico. Fare altrimenti secondo proprie o altrui decisioni , si può e si farà ancora ,e questo è proprio il punto che non solo non risolve i problemi sull’argomento ma ne rappresenta appunto la parte meno professionale e fonte dei maggiori inconvenienti sofferti e denunciati dalle autorità libiche che cercano di eliminare ad ogni costo in quanto causa di immagine distorta e poco chiara del Paese.
Detto questo va ricordato che su tutto e a monte di tutto e, per entrambe le parti, ad inquinare sempre il tutto vi è il fattore economico dagli imprevedibili risvolti palesi o sommersi che siano. Sulla materia, dove ovviamente i sordi non si contano, l’unico suggerimento buono, qualora interessi, è sempre quello di attingere all’informazione più accreditata , vedere ad esempio cosa dice la legge locale a proposito dell’intermediazione.
Voler convincere ad ogni costo, imputando il tutto a carico dell’Africa e sulla ignoranza onnipresente che circonda spesso volutamente tale continente , generalizzando l’informazione sulla base di circostanze spesso non verificate o verificabili, di esempi e conoscenze mutevoli dall’oggi all’indomani, per non parlare della guerra in atto fra i T:O locali che si denunciano a vicenda, non giova al cliente ma crea maggior confusione (noi, non i libici) di quanta già non ve ne sia , cliente che, va ricordato, in molti casi sceglie la Libia come potrebbe scegliere l’Iran o Cuba tanto per restare i tema di Paesi sottoposti a particolare regime e controllo .
Ed il controllo è l’argomento ancora più spinoso degli altri non ancora affrontato e chiarito e che va subito detto non può in nessun modo sostituirsi a quello legittimo dei padroni di casa .Lo faccio attraverso le parole di un ministro del turismo libico in un personale incontro a Ghat : Spiegami perché molti organizzatori si ostino a creare itinerari come se fossero a casa loro, andando a ficcare il naso fin dentro la camera da letto o il cesso riservato ai padroni di casa senza chiederne il permesso , perché entrare dalla finestra quando gli apriamo la porta ? Non è stato facile dargli la risposta in termini altrettanto chiari, cosi come non credo vi sia bisogno di ulteriori commenti e spiegazioni sulla domanda.. Dirò solo che tale vizio risalente agli anni 80 con il noto caso dei “Fratelli Castiglioni “ bloccò ogni ricerca e attività per un decennio e si risolse con multe salatissime agli sponsor , fra cui la stessa Fiat , ed altri umilianti risvolti fra cui la restituzione ufficiale dei calchi presi.. Più esplicita l’opinione diffusa tanto al Board of Tourism che fra gli stessi T:O locali per i quali i turisti italiani sono i più indisciplinati, i più tirati, i più esigenti soprattutto in materia di quisquiglie e i meno attenti ai suggerimenti delle agenzie e dalla polizia turistica il cui compito e prevenire ancor prima di segnalare per il seguito di competenza …….poi sono dolori . Non parlo per sentito dire o per il gusto di riferire , ma per aver avuto l’occasione di portare nel passato le classiche arance a qualche malcapitato. Sempre a titolo informativo i miei visti sono di residenza ,di servizio ed altro più che ventennale come tale è la collaborazione in diversi campi e in forma istituzionale, e amichevole che vanno dalla promotion ed assistenza commerciale, al settore archeologico, turistico, mostre, articoli, ecc., ma ciononostante non mi sogno di garantire, ancor più se a pagamento , nominativi o servizi a chicchessia senza essere sul posto, pur avendone ovviamente possibilità esperienza e titolo. Le controversie non si contano e non mi giuoco l’amicizia e la stima ricevuta , ne il titolo di Habir esperto datomi da due enti locali.
Per cui a definitiva conclusione di tutto il discorso ribadisco che quanto è detto e detto non per contraddire alcuno e tantomeno sputtanare nessuno , non ve né bisogno in quanto la verità alla fine viene sempre a galla , qualche segno lo si legge già , ma per fare :
1- Informazione asettica e quanto più ufficiale e attendibile possibile.
2- Notare che oltre all’ingresso è importante guardare alla permanenza, preferendo o affidandosi quanto più possibile tramite un rapporto diretto con le organizzazioni libiche reali esecutrici dei servizi finali offerti o richiesti. Ciò aiuterà a spianare la strade ad ogni problemi in loco in quanto direttamente responsabili ed investiti. Niente ping pong in caso di grane e il maggiore facoltà di intervento da parte delle ambasciate. .
3- Aggirare, disattendere l’ufficialità prevista aiuta i locali a disattendere a loro volta quanto loro imposto e a fare più casino di quanto ce ne sia a svantaggio della qualità turistica ricercata e rischio di restrizioni a tutto vantaggio dai Tycoon del turismo internazionale che altro non aspettano per fare pressioni .
4 Testimoniare, qualora ve ne fosse bisogno che non tutti la pensano allo stesso modo , che molti conoscono e sono rispettosi di tutta la materia , soprattutto rivolto ai vertici libici affinché non facciano di tutta l’erba un fascio .
Saluti G. Catania
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