By Sahara.it
Posted Saturday, June 10, 2006


10-11 Giugno 2006 Raduno sahara.it sul Lago di Garda
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L'incontro sarà al campeggio San Biagio per dar modo di pernottare sulle proprie auto, o in tenda, stile Sahara. Per chi volesse pernottare in albergo, a 70 metri dal campeggio si trova l'Hotel Miralago

Programma:

Sabato, primo pomeriggio: Incontro tra i viaggiatori parteciapnti e racconti di esperienze sahariane

Sabato, metà pomeriggio: discussione sulle moderne teconologie di navigazione

Sabato sera: proiezione del filmato, documento esclusivo ed impressionante, 'MUSICA E TRANCE' con presentazione e dibattito finale a cura di Marino Zecchini

Sabato sera: CENA SAHARIANA

Domenica: Zerzura Club, proiezione filmato 'La Luna dei Tebu' ed altro, in preparazione... Pranzo al ristorante Il Monastero di Soiano del Garda

Il programma di sabato sera, in dettaglio:

متحف ذاكرة الأرض بتطاوين
MUSEE DE LA MEMOIRE DE LA TERRE
TATAOUINE - TUNISIA
Centre de Recherches sur l’Univers Saharien
مركز البحوث بد نيا الصحراء

ﺜــﻗـﺎﻔـﺔ ﻋـﻠﻰﺍﻠﺣـﺪﻮﺪ
CULTURA DI FRONTIERA
di
Marino Alberto Zecchini

SAHARA
SORGENTE DI SPIRITUALITA’ DELL’UOMO
“un percorso da scoprire”

Il Sahara è un luogo assoluto in cui il trionfo della natura è totale, un luogo in cui la distanza tra l’”Universo” e l’uomo è più vicina che altrove. Il Sahara è come un tempio in cui è indispensabile raccogliere il proprio spirito per aprirlo a nuovi orizzonti.

Le grandi religioni monoteiste, Ebraismo, Cristianesimo ed Islâm, hanno avuto il deserto come culla della loro origine. Tutt’oggi rimane un luogo che aiuta a costruirsi come uomini migliori, aperti alla introspezione ed alla conoscenza profonda delle cose del mondo, attraverso la scoperta di culture altre, indispensabili per conoscere meglio se stessi e per “esplorare i propri deserti interiori”.

MUSICA E TRANCE
La hadra di Sidi ‘Abdellah bu Jlida di Tataouine

…il ritmo è l’ordine ricevuto, che s’intona sul battito del loro cuore, le sensazioni li avvolgono, li toccano nel profondo dell’anima come una formula segreta, inspiegabile, che libera la loro anima in ansiosa ricerca del contatto con le sfere divine

Tutti i giovedì notte di ogni settimana, gli uomini e le donne devote a Sidi ‘Abdellah bu Jlida assistono alle funzioni che si svolgono nella moschea e nella grande corte circondata da mura adiacente l’edificio, dove si erge la gubba, il mausoleo del santo. I rituali si svolgono nella oscurità della notte e tracciano l’animo di vertiginose impressioni. In questa corte circondata da mura e aperta sul cielo stellato, i fedeli si riuniscono nella intenzione di stordire il loro essere con il ritmo e la preghiera, nel tentativo di slegare il corpo dalle oppressioni della dura vita del deserto per cercare sollievo e guarigione. Il rituale nel suo intero complesso prende il nome di hadra ed ha l’obbiettivo attraverso la musica e la trance di ottenere la “presenza” dello spirito, un tramite verso l’unione estatica con il supremo, il fanaa, l’estinzione in Dio.

Questo è il tasawwuf (sufismo) popolare, un rituale diffuso tra la gente del deserto in continua ricerca di spiritualità.