Posted Monday, December 6, 2004
INTRODUZIONE ,il cicloturismo africano
Ci sono una infinita' di vantaggi nel percorrere le strade su una bicicletta, si apprezza meglio il paesaggio che non passa come un film dal finestrino, si e' + vicini alla popolazione locale (che usa la bicicletta spesso come principale mezzo di locomozione) si ha un impatto inveriore sull'ambiente. Si puo' ricevere un passaggio in camion, pinasse, aereo senza grossi problemi. L'allestimento ha costi inferiori ad altri mezzi a 2, 4 o 6 ruote motrici.
Di contro si puo' spesso essere troppo "vulnerabili all'ambinete esterno", alcune tappe risultano impossibili da realizzare, si ha una autonomia ridotta il clima lo si sperimenta sulla propria pelle (polvere, sabbia, sale, sole..) il probelma principale e ' che spesso si hanno distanze notevoli e se non si ha un mezzo d'appoggio non e' pensabile poter percorrere cosi grandi spazi a meno di ricevere un passaggio.
Queste limitazioni hanno rilegato le pedalate spesso in limitate aree (marocco, tunisia, togo, benin ..) dove l'autonomia e le distanze sono piu' alla portata dei ciclisti.
L'IDEA , il carretto motorizzato
Per ovviare a queste limitazioni (distanza e autonomia) ho pensato che trainarsi un carretto permette di avere un carico maggiore (acqua, viveri ricambi) limitando forse la possibilita' di sterrati "estremi". Se l' obiettivo non e' fare gare di discesa questo compromesso e' accettabile.
Per migliorare la guidailita' su sterrati e limitare attriti rispetto a carretti a 2 ruote ho preferito optare per carrello monoruota in modo di avere tutte le ruote allineate, utile su sterrati.
I carrelli in commercio hanno la ruota all'estremita' del carrello, qesto causa che il carico del carrello e' praticamente totalemnte scaricato sul retrotreno della bicicletta. Per ovviare a questo ho pensato di tenere laruota in posizione centrale aumentando cois' il carico possibile.
Per aumentare inoltre la media Km senza essere superallenati la soluzione che ho pensato e' avere una qualche sorta di propulsione ausiliaria, Motori elettrici e batterie oltre ad avere un peso notevole hanno il problema di ricarica, quindi mi sono orientato verso motori a combustione interna (IC)
Sul mercato si trovano aprecchi motori (IC) di piccola cilindrata (sotto i 50 cc) la maggior parte pero' sono 2 tempi. Ho trovato pero' un bel motore Honda mini 4 tempi 31cc con 1.5 cavalli che risuta perfetto per l'applicazione che mi sono proposto.
dai 3500 rpm del motore bisogna scendere i parecchio per arrivare alla ruota, cinghie, catene e puleggie per avere una riduzione 12:1 devono avere dimensioni troppo grandi o avere 2-3 rimandi, sistemi con rullo tranete sulla ruota (tipo solex o mosquito) sono leggeri ma non c'e la possibilita' di cambiare "rapporto" e in caso di fondo bagnato non si ha trazione.
La soluzione che ho adottato e' una scatola di riduzione a ingranaggi e mignone con ingranaggi interni (shimano nexus) per avere qualche "flessibilita'" con il motore.