Posted Friday, October 1, 2004

7 for Afrika è un ambizioso progetto di scoperta delle realtà africane attraverso un viaggio incredibile che taglierà in due il continente da Nord a Sud.
Lo scopo dei sette volonterosi sarà quello di documentare come vivono le numerose etnie che si incontreranno, scoprire una natura unica e selvaggia ma, soprattutto, documentare attraverso filmati e immagini il lavoro di alcune organizzazioni umanitarie e missioni che da anni operano in questo continente a favore di chi più ha bisogno.
La spedizione, quale rappresentante di due organizzazioni umanitarie civili e religiose, Bambini nel Deserto ONLUS e MissioMundi ONLUS, utilizza due fuoristrada e tre motociclette e partirà da Bergamo, città d’origine della maggioranza dei membri del gruppo.
Da qui raggiungerà le coste spagnole da dove salperà alla volta dell’Algeria.
Il primo incontro sarà con il popolo dei Saharawi che vive in quella porzione di deserto al confine tra Marocco, Mauritania ed Algeria.
Verranno visitati alcuni campi profughi che da anni ospitano questo sfortunato popolo ancora in attesa di una equa soluzione grazie alla quale, ci si augura, permetterà loro di tornare padroni nella loro terra.
Una ragazza Saharawi cresciuta in Italia, ma che ha scelto di tornare nel deserto per aiutare il suo popolo a riguadagnare quanto perduto, accompagnerà il gruppo nelle visite.
Ed è grazie all’interessamento del Dr. Omar Mih, Ambasciatore Saharawi in Italia, che sono stati rilasciati i visti d’ingresso per l’Algeria e l’accesso al territorio Saharawi.
Lasciata alle spalle l’Algeria ed i campi profughi Saharawi i 7 proseguiranno la loro cavalcata in direzione sud fino ad entrare nella Repubblica Islamica di Mauritania.
In questo grande paese avranno il piacere di conoscere e documentare un'altra straordinaria popolazione del deserto, i Mauri. La società maura è divisa essenzialmente in due caste: i nobili, solitamente allevatori di bestiame; i discendenti degli ex-schiavi, che lavorano la terra.
I nobili, dai tratti arabo-berberi e la carnagione olivastra, dominano il paese mentre per tutti i lavori più umili sono impiegati uomini, donne e ragazzi di colore.
La Mauritania, paese estremamente tradizionale e conservatore, pratica a tutt’oggi una forma di schiavitù sommersa di cui anche l’osservatore più distratto non può fare a meno di accorgersi.
La spedizione attraverserà il deserto mauro su uno dei tratti più impegnativi della Parigi-Dakar, il massacrante rally africano ha infatti scritto tra queste sabbie alcune delle pagine leggendarie della sua storia. A differenza degli equipaggi che partecipano al rally i nostri “magnifici 7” non potranno di certo contare sullo stesso tipo di assistenza e quindi, alla fine di ogni tappa, si dovranno improvvisare di volta in volta meccanici, motoristi, navigatori e cuochi!
Dopo aver percorso gli oltre 500 km di dune, che separano Atar da Tindjikja, un'altra dura prova li aspetta: il temibile passo di Nega la cui particolare caratteristica è quella che, essendo un passo tra le dunne, la sua posizione cambia dopo ogni tempesta di sabbia.
Oltre il passo il villaggio di Boumdeit accoglierà i nostri amici. Qui l’organizzazione umanitaria Bambini nel Deserto sta programmando un progetto molto impegnativo finalizzato alla fornitura d’acqua che sarà disponibile per tutto l’anno per gli agricoltori della zona garantendo così cibo per le oltre 500 famiglie locali.
Oltre a documentare la bellezza della valle di Boumdeit, dove un lago risulta completamente circondato da altissime dune, il team avrà il compito di consegnare alle autorità locali il progetto definitivo predisposto da Bambini nel Deserto e di ottenerne l’autorizzazione da parte del Consiglio degli Anziani e del Capo Villaggio.
Dopo questa importantissima tappa il viaggio prosegue in direzione sud-sud-est alla volta della frontiera con la Repubblica del Mali, uno dei paesi più grandi ma anche tra i più poveri dell’Africa.

Nel Mali i 7 attraverseranno centinaia di chilometri di brousse, un territorio contraddistinto da rada vegetazione e da isolati giganteschi baobab.
Raggiungeranno siti di straordinaria bellezza tra cui l’incredibile Djennè dichiarata patrimonio dell’umanità in ragione della sua architettura urbana e della monumentale moschea di fango.
In Africa la moschea di fango di Djennè è una delle più antiche ma, contemporaneamente, anche una delle più nuove. Infatti, ogni anno, dopo la stagione delle piogge centinaia di abitanti della città provvedono alla riparazione dei danni provocati dalle abbondanti precipitazioni estive.
Il giovedì mattina a Djennè si tiene uno dei mercati più colorati e vivaci dell’Africa e così il nostro gruppo si troverà come sbalzato in un'altra epoca, quando il lento ritmo della vita era scandito dai passi dei cammelli e dal concerto delle ruote dei carri.
Successivamente il gruppo si sposterà in un'altra città simbolo del Mali -Mopti- definita la Venezia dell’Africa, che con il suo vivace porto fluviale, su un affluente del fiume Niger, è il centro commerciale del paese dove tutte le etnie della brousse si danno appuntamento in quell’ eterno errare, così tipico delle popolazioni africane.
A 30 km da Mopti il gruppo sarà ospitato nel villaggio di Saya dove Bambini nel Deserto ha da alcuni anni avviato un progetto che vede la realizzazione di una scuola, infermeria, orti comunitari e cooperativa femminile.
Sarà l’occasione per riposarsi sul bordo del fiume Niger e stringere amicizia con i cordiali Peul di Saya.
Ancora migliaia di chilometri li separano da Cape Town ma come attraversare il Mali senza visitare la Falesia di Bandjagara e il suo incredibile popolo: i Dogon.
Lasciati i mezzi a Wallià (il territorio Dogon è interdetto ai veicoli a motore) il gruppo potrà arrampicarsi sulla falesia in compagnia di Ousmane Guido, guida e referente per Bambini nel Deserto in Mali e figlio di un capo villaggio Dogon di pianura, il quale saprà ammaliare i nostri amici con le leggende del suo popolo che vengono raccontate alla sera davanti ad un fuoco scoppiettante.
La tappa successiva porterà il gruppo a Hombori la città del mercato in cui, al giovedì, arrivano le lunghe carovane di cammelli che trasportano per decine e decine di giorni di cammino il preziosissimo sale che sarà barattato con l’altrettanto indispensabile zucchero.
Il mercato di Hombori è sicuramente uno di quegli eventi che resterà nelle memoria dei nostri avventurosi amici mentre per noi, attraverso le immagini che ci porteranno a casa, non resterà che guardarle ed invidiarli.
Del Mali loro conserveranno il ricordo di una terra povera ma vivace, abitata pacificamente da numerose etnie: Bambara, Peul, Dogon, Bozo e Tuareg i quali vivono nello stesso paese ma restando aggrappati alle loro lingue e dialetti, con la loro incredibile architettura e un grande desiderio di emergere.

Una volta raggiunta la città di Gao oltre la quale, il territorio più a Nord abbandonato dal governo è completamente in mano a banditi e contrabbandieri, i 7 for Afrika entreranno nel Niger.
Qui il gruppo raggiungerà Niamey la capitale di questo enorme stato avente i due terzi del territorio occupato dalla sabbia del Sahara che spinta dai venti si sposta sino ai territori del Tchad, della Libia e dell’Algeria.
In Niger, se il tempo lo permetterà, il gruppo potrebbe raggiungere il famoso Cimitero dei Dinosauri dove centinaia di ossa appartenenti ai grandi rettili che popolavano una vasta zona palustre oggi biancheggiano tra le sabbie del deserto.
Lasciato il Niger il prossimo paese da attraversare sarà il Tchad, paese con profondi contrasti. Mentre il Nord è popolato sia dai discendenti degli arabi che dai nomadi Tuareg, Peul-Fulani e Toubou, il Sud è popolato da gente di colore. I primi, mussulmani, sono nomadi dediti al commercio ed alla pastorizia, i secondi, animisti-cattolici sono agricoltori e, soprattutto, hanno sempre avuto la possibilità di occupare sia posizioni nei governi che nei servizi civili.
Dopo il Tchad il nostro gruppo comincerà a penetrare le foreste dell’Africa Centrale, per prime le rade foreste del nord del Cameroon che ben presto lasceranno il posto alle intricate giungle del Gabon ancora abitate da numerosi esemplari di primati.
Le lettere d’invito per l’ottenimento dei visti per i paesi centroafricani sono state possibili attraverso l’Associazione di volontariato MissioMundi, collegata alle varie realtà missionarie operanti sul territorio e, tempo permettendo, i 7 potranno visitare e documentare sia i progetti realizzati, che quelli ancora in corso. In Camerun, a Ngaundal e Ngandere: produzione energia elettrica, acqua, edificio d’accoglienza, sale per malati di AIDS e maternità.
Ed è in questa zona che i 7 incontreranno le suore missionarie che da anni aiutano i piccoli Pigmei della foresta. Le riprese potrebbero proporci immagini degne di un reportage antropologico di grande spessore.
I due paesi successivi che i 7 for Afrika si troveranno ad attraversare, la Repubblica del Congo (Brazzaville) e la Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa), sono solo due dei tanti Stati martoriati dalle stupide guerre che si sono succedute a causa di un troppo veloce e mal strutturato periodo di decolonizzazione militare ad opera dei dominatori europei.
Anche in questi due paesi sono stati realizzati progetti importanti: stazioni di pompaggio acqua, acquedotti, centraline elettriche, silos stoccaggio cereali, sistemi d’irrigazione, scuole materne, dispensari. Ulisu, Birova, Lewunghi, Bayanga, Isiro, Uyandiva e Kinshasa sono i villaggi e città che testimoniano l’opera di MissioMundi sul continente africano.
Per questi due Stati, dove la parola democrazia è un eufemismo, il nome di uno dei grandi fiumi africani, il Congo, è uno dei comuni denominatori tra i due paesi così come lo è la parola violenza.
La tappa successiva li porterà nell’Angola, paese immenso e popolato ancora da alcuni dei più belli animali selvatici che hanno reso l’Africa tanto amata prima dai cacciatori e poi dai fotografi.
Qui verrà raggiunta la missione di Don Adriano, un prete missionario di colore, che rappresenta molto bene lo spirito di rivincita e di speranza che anima i popoli africani.
Il viaggio ancora prosegue, nonostante le migliaia di chilometri percorsi nelle più svariate condizioni: dal sassoso fuori pista algerino alle sabbie intrappolatrici della Mauritania, dalle paludi del Mali alla brousse del Tchad, attraverso foreste di eucalipti e salici del Cameroon fino alle foreste pluviali del Gabon e dei due Congo.
Invece di scegliere la strada più breve verso il Sudafrica il team attraverserà, senza non poche difficoltà, da Nord a Sud l’Angola per addentrarsi prima nella parte a nord della Namibia, entrando in contatto con la antichissima etnia degli Himba. Una fiera popolazione africana che ha scelto di rinunciare alla cultura e alle modernità portata dai bianchi da oltre 200 anni.
Come dei moderni Livingstone si dirigeranno verso uno dei grandi fiumi africani che ogni anno è testimone della burrascose migrazioni di animali, lo Zambia.
Come per il Niger anche lo Zambia prende il nome dal fiume il quale, attraversando il paese, offre alla vista le impressionanti cascate Vittoria.
I 7 usciranno dalla Zambia per entrare in un altro stato che deve la sua fortuna turistica ai numerosi animali che lo popolano, il Botswana.
Siamo certi che le immagini che ci perverranno da quel paese saranno arricchite da paesaggi mozzafiato e centinaia di animali, molti dei quali in pericolo d’estinzione.
Finalmente ultimo territorio da attraversare nel corso di questo spettacolare viaggio è quello della Repubblica dell’Africa del Sud.
Ultime migliaia di chilometri prima di arrivare a Cape Town dove i mezzi, testimoni di questa grande attraversata, saranno donati ad organizzazioni di volontariato e religiosa locali che si occupano di assistere i profughi delle infinite guerre africane.
Il viaggio è finito, si torna a casa.