Posted Saturday, November 10, 2007
Libia LIVE! 2007 Murzuk
Dal 10 Novembre seguiremo il viaggio del Reggio Calabria 4x4 Club
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Buon divertimento!

10 Nov
Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso, quello della partenza e dopo mesi di sogni, settimane per la pianificazione del percorso e giornate passate alla preparazione dei mezzi, stamattina siamo qua a ricontrollare ancora una volta che tutto sia ben fissato sulla macchina, anche se ormai a dire il vero conosciamo a memoria la collocazione millimetrica di ogni cosa e dopo esserci rassicurati soprattutto di non dimenticare niente a casa è arrivata l'ora di accendere i motori, sono le 11.00 quando partiamo da Reggio Calabria alla volta di Palermo per raggiungere la nave che ci porterà a Tunisi, inizio del nostro viaggio in terra d'Africa. Arrivati a Palermo passiamo i controlli di polizia e ci imbarchiamo in perfetto orario. Un ringraziamento particolare và a Sahara.it che ci permetterà di raccontare online l'avanzamento del nostro viaggio nei prossimi 15 gg.

11 Nov
Stamattina alle 8,00 arriviamo a Tunisi dopo una traversata notturna che ci ha tenuto in apprensione per tutta la notte con vento che soffiava con forza 6/7 mentre il mare mosso forza 5 faceva traballare la nave con dei colpi tremendi quando la prua si infrangeva sulle onde.
Passiamo i controlli di dogana con una velocità incredibile ma partiamo verso sud solo alle 11,30 per altre problematiche, il cielo coperto ha fatto scendere un po’ la temperatura ma comunque rimane sempre piacevole, e mentre scendiamo più giù ci lasciamo la minaccia di pioggia alle nostre spalle, solita fermata prima di Kairouan per “gustare” la carne di pecora arrosto servita stranamente con un servizio eccellente da una intera famiglia capitanata dal padre che si è prodigato per farci avere tutto quello che chiedevamo.
La nostra destinazione per oggi è Zarzis dove arriviamo alle 18,40 e dove purtroppo riceviamo una spiacevole notizia dal nostro referente in Libia, da oggi in frontiera non fanno passare senza traduzione in arabo del visto sul passaporto, un veloce giro di telefonate mentre ci ricordiamo di una nostra conoscenza all’ ambasciata italiana in Libia e lo contattiamo per chiedere informazioni su come procedere per poterlo ottenere ma soprattutto per sapere se lui stesso ci può risolvere il problema.
Nel momento in cui scrivo non abbiamo ancora notizie certe ma la speranza che tutto si possa risolvere nel migliore dei modi, anche perché abbiamo saputo che per le persone che arrivano in aereo, le ambasciate hanno già provveduto a risolvere con la traduzione direttamente in aeroporto.

12 Nov Sveglia presto per cercare entro oggi di risolvere questa situazione della traduzione, quindi dopo una veloce colazione ci mettiamo in cerca di un traduttore ufficiale per fare tradurre in arabo la prima pagina del passaporto, ma intanto in un messaggio ci arriva da un amico il contatto di una persona di Zarzis che ci potrebbe aiutare, lo cerchiamo ma purtroppo è fuori sede e ci indirizza da un suo carissimo amico che anche lui oggi non si trova al lavoro perché è la sua giornata libera, al suo posto troviamo la moglie che ci fornisce il suo n° di cellulare, lo contattiamo e finalmente ci porta da un suo amico che ci risolve il problema, non vi dico intanto il fermento di telefonate che si sono consumate fra noi ed amici che ci potevano aiutare in quel momento ed anche con i referenti dell’agenzia sia in Tunisia che in Libia.
Abbiamo ottenuto questa benedetta traduzione alle 12,30, quindi d’accordo con il nostro referente in Libia ci dirigiamo verso Ras Jadir dove arriviamo due ore più tardi, sicuri di aver risolto il problema, invece da subito i poliziotti tunisini ci informano che loro non hanno nessun problema a farci uscire dalla Tunisia ma che in Libia non fanno entrare, quindi attendiamo tutto il pomeriggio per sentire alla fine se era possibile passare.
Alle 18,00 ormai stanchi, senza speranze e dopo giri di telefonate a ritmo incessante apprendiamo che c’è una possibile soluzione cioè quella di fare apporre un timbro dal consolato libico sul passaporto, da qui la decisione di metterci subito in movimento verso Sfax dove arriviamo alle 24,50 con cena consumata durante il trasferimento, qui domani mattina andremo al consolato libico e cercheremo ancora una volta di risolvere questo “dilemma”
Se devo essere sincero il morale di tutto il gruppo non è altissimo anche se cerchiamo in ogni momento di sdrammatizzare, certo sarebbe un peccato dover rinunciare ad un viaggio che pensavamo già di aver intrapreso da qualche giorno ma che scopriamo oggi di dover ancora iniziare, sicuramente vi terremo informati sugli sviluppi di questa vicenda ma contiamo vivamente nei prossimi giorni di raccontarvi il nostro viaggio in Libia nelle dune del Murzuk. Inshallà…

13 Nov Purtroppo oggi non ci sono ancora buone notizie, da subito ci rendiamo conto che nemmeno a Sfax riusciamo a risolvere il nostro problema, quindi telefoniamo all’ambasciata italiana di Tunisi prima di prendere un’ ulteriore iniziativa ed una volta rassicurati personalmente dal responsabile dell’ ufficio che rilascia il timbro bilingue, io e Roberto, partiamo alla volta di Tunisi per farlo apporre sui nostri passaporti, mentre il resto del gruppo (siamo 6 persone) si ferma a Sfax.
Arrivati in ambasciata a Tunisi non perdiamo tempo più del dovuto, ed in mezz’ora siamo già fuori ripartendo per Ras Jadir dove arriviamo alle 23,40 dopo esserci ricongiunti al resto del gruppo. L’attesa in dogana tunisina non è troppo lunga ma rallentata da un cambio di personale, il controllo dei passaporti e della macchina avviene velocemente e ci permettono di proseguire per la Libia dove finalmente non ci creano nessun problema ma anzi quasi a scusarsi dell’accaduto (erano le stesse persone del giorno prima) non ci controllano nemmeno le macchine, alle 2,00 ci danno le targhe e finalmente si risolve il tutto nel migliore dei modi ed anche se con un po’ di stanchezza si legge negli occhi di tutti una soddisfazione immensa ma anche una punta d’orgoglio per avercela messa tutta affinché si risolvesse il problema, naturalmente ringrazio e chiedo scusa ai miei compagni d’avventura se per ottenere questo gli ho chiesto qualche sacrificio in più. Intanto proseguiamo per 60 Km e ci sistemiamo a Zuwarah per dormire qualche ora, domani ci aspetta un’altra bella tappa, perché se riusciamo contiamo di scendere più a sud possibile e recuperare parte del tempo perso, nella speranza di non stravolgere l’itinerario che si era pensato di fare.
Ad ogni buon modo tutto e bene quel che finisce bene.

14Nov Solo stamattina ci siamo resi conto del posto dove abbiamo pernottato e mi rendo conto che la stanchezza di ieri ha giocato un ruolo importante nell’accettare di riposare in un tugurio vero e proprio, ma ci mancavano letteralmente le forze fisiche per fare diversamente.
La giornata di oggi scorre come la strada dritta e veloce che ci porta a Sebha e dopo una sosta per il pranzo e una veloce pausa caffè “fatto in casa” finalmente arriviamo , cena al centro, insieme alla guida che ci seguirà per il resto dei giorni che staremo in Libia, un ragazzo giovane ma molto intraprendente, la sistemazione all’hotel Aljabal appena fuori città ci permetterà domani mattina di guadagnare un po’ di tempo.
Ci aspettano le dune del Murzuk!!!

15 Nov La sveglia è puntata per le 6,00, ora libica, una colazione poco soddisfacente in albergo e partenza verso sud. Si decide con Awad, la nostra guida, di non andare a Traghan per entrare nel Murzuk, ma di andare a Murzuka e puntare dritti il Col D’Anai.
Sgonfiamo ed iniziamo subito a trovare un leggero fèc-fèc ma niente di particolare finchè non iniziano le dune, uno scenario che supera quello che avevamo immaginato prima della partenza. Qui si ha la percezione dell’ infinito nel susseguirsi delle tonalità di colore delle dune. La temperatura non è troppo calda di giorno e la sera al campo non soffriamo il freddo, anche perché la cena è accompagnata da un buon vino rosso.

16 Nov La giornata di oggi è stata caratterizzata da una alta temperatura con un cielo azzurro intenso ed un colore della sabbia più rossa, facciamo fatca a crederci che stiamo vivendo uno dei deserti più belli al mondo, simile, a detta di Roberto che l’ha visto, al deserto del Namib, intanto anche la sabbia risente del caldo e si fanno meno chilometri di ieri, la direzione è sempre la stessa, “dritto x dritto” al Col D’Anai, stiamo letteralmente cavalcando le dune che incontriamo di traverso, quindi grandi salite e maestose discese.
Il divertimento è assicurato anche per chi si è avvicinato a questo tipo di viaggi per la prima volta, come Giancarlo, il nostro “Doctor” che praticamente mi ha trasformato la macchina in ospedale. Il campo obbligato da uno tallonamento lo facciamo un po’ prima a base di tagliatelle accompagnate da un buon vino alla spina.

17 Nov Il silenzio che è udibile solo in questi posti è un rigenerante per le cellule del cervello, ed un toccasana per la psiche, si potrebbe non percepire più il tempo che passa se non fosse per le ore di luce che il sole ci mette a disposizione, i ritmi diventano più blandi ed è piacevole perdere tampo soprattutto durante la pausa pranzo nelle ore più calde della giornata, oggi la temperatura ha toccato i 37° C.
Lo scenario oggi non cambia e le dune svettano alte all’orizzonte, interrotte solamente da pianori, le insidie del fèc-fèc aumentano ed il lavoro di pala è intenso, ma nonostante ciò riusciamo a percorrere circa 100 Km e tutto sta andando con il verso giusto con le macchine che ci ripagano delle giornate spese per la preparazione. Domani, fatti i consueti scongiuri, dovremmo arrivare al passo del Col D’Anai, porta d’uscita del Murzuk al confine con l’Algeria e se riusciamo faremo campo all’ inizio dell’ Akakus.
P.S. ringraziamo tutti coloro che ci mandano giornalmente gli sms con il servizio Thuraya, ma purtroppo per un problema del gestore ci arrivano in bianco, per cui non sappiamo chi ci scrive, un saluto a tutti gli amici che puntualmente ci seguono da Sahara.it ed in particolare alle nostre famiglie che riescono grazie a questo collegamento a viaggiare con noi tenendoci compagnia.

18 Nov Quando sembrava che ci stavamo avvicinando al punto d’ uscita del Murzuk, la vita ci viene complicata da ravvicinati infossamenti, praticamente è un continuo lavorare di pala, verricello e piastre, sono le 12,00 e non abbiamo fatto nemmeno 10 Km, l’ unica nota positiva è un venticello fresco che spira da est.
Poco più avanti ci accorgiamo che ci manca una macchina fotografica e dopo varie ricerche sulle nostre macchine si ipotizza l’idea di averla lasciata a terra dopo aver fatto delle foto durante una fermata obbligata per problemi di salita, decido allora dato l’impossibilità di tornare indietro con le macchine, di andare a piedi al punto di fermata 1 Km più indietro, per verificare, Antonio si offre di seguirmi ed andiamo insieme non prima di aver preparato uno zaino con acqua, gps e ricetrasmittente portatile, l’altra parte del gruppo rimane a fare pausa pranzo. Subito una salita da infarto e dopo una interminabile discesa, ma arrivati a metà strada ci comunicano che hanno trovato la macchina fotografica, non ci possiamo credere, tanta fatica per niente.
Proseguiamo dritti al Col D’Anai e presto ci accorgiamo che le dune risultano sempre più invalicabili e le altezze non ci impressionano più perché è un susseguirsi altalenante di scollinamenti con cime a lama di coltello, per questo perdiamo molto tempo e mancando ancora 40 Km al punto, decidiamo di puntare ad ovest per raggiungere una pista e non perdere la giornata di domani che sarà dedicata all’ Akakus.
Facciamo campo alle 18,10 (ora libica) con il sole che si spegne all’ orizzonte e mancano solo 15 Km al passo del Col D’Anai.

19 Nov Ore 10,45 finalmente arriviamo al Col D’Anai e l’emozione è forte, saliamo su un costone di pietre e ci sembra di assistere ad un un film su uno schermo gigante, davanti a noi una distesa piatta di sabbia con lo sfondo delle dune algerine, il confine lo lasciamo di poco alla nostra sinistra e camminiamo parallelamente per decine di chilometri finchè incontriamo un ceck-point con i militari che gentilmente ci chiedono in regalo delle batteri stilo, ma noi abbiamo solo le ricaricabili e Franco gli dà le sue, Giancarlo pensando che una volta scaricate non gli sarebbero più servite a niente, si priva del suo caricabatteria. Entriamo nell’ Akakus da sud e subito restiamo impressionati dalla bellezza delle pitture rupestri e dai graffiti raffiguranti animali, ma anche dalla conformazione del territorio circostante che sembra appartenere ad un’ altro pianeta. Pausa pranzo all’ Arco di Fozzigiaren e campo poco più sopra della grotta Tanshalt, i Km percorsi oggi sono 186

20 Nov Non si può descrivere a parole cosa si prova svegliandosi all’alba nel mezzo di un museo a cielo aperto qual è l’Akakus, ma ci provo lo stesso, la luce del sole incomincia ad illuminare le rocce più alte e mentre la fantasia si allarga, osservo le ombre che con il passar del tempo si muovono formando delle figure sempre diverse….. si ha la strana sensazione di essere continuamente osservati da qualcuno. Oggi il nostro viaggio continua, risalendo verso nord, con l’esplorazione di questi siti archeologici unici che risalgono a circa 10.000 anni a.c. raffiguranti scene di caccia, animali e persone, ma anche scenari incantevoli creati dalla natura, in particolar modo il sito di Awis che mi ha praticamente stregato procurandomi un turbinio di emozioni ed una forte sensazione di smarrimento. Durante la visita incontriamo molti turisti che si fanno scorazzare sui fuoristrada delle guide, ed i polveroni che lasciano passando, si vedono a centinaia di metri, devono fare in fretta perché questa sera rientreranno in albergo, purtroppo perdendosi la parte più bella dell’escursione, il “risveglio delle ombre”. Arriviamo ad Al Awinet e prendiamo l’asfalto, rabbocchiamo il gasolio e pranziamo con del pollo arrosto in un locale sulla strada, poi il trasferimento di 280 Km fino a Germa dove ci aspetta l’unico albergo della zona, purtroppo fra di noi aleggia il rammarico per non aver potuto fare la visita del Mathendush, ma per fortuna è molto più forte la gioia per quello che siamo riusciti a fare pensando a quale piega avrebbe potuto prendere questo viaggio se non avessimo risolto con decisione la difficoltà del timbro bilingue avuta all’inizio. Domani ci aspettano i laghi.

21 Nov Ci sentiamo abbastanza rigenerati dopo una notte in albergo con cena a base dell’immancabile pollo libico e colazione piuttosto ricca con personale gentilissimo ed attento. In paese non riusciamo a trovare gasolio, ma per fortuna ne abbiamo abbastanza per attraversare le dune che circondano i laghi e partiamo incontrando la sabbia dopo qualche km, sgonfiamo ma non è sufficiente e dopo qualche difficoltà ci fermiamo a sgonfiare le gomme ulteriormente, arriviamo al primo lago, il Mandara, un piattone umido con palme ma senza acqua, proseguiamo incontrando l’Um El Ma dopo qualche km, questa volta l’acqua c’è e ci fermiamo per fare qualche foto e comprare dei souvenirs in una sorta di mercatino imbandito per i turisti che scorazzano sui fuoristrada delle agenzie. Il sole intanto incomincia ad essere alto e le dune si appiattiscono al punto che non si riesce più a camminare. Ci fermiamo al lago di Gavron, il più bello in assoluto, per la pausa pranzo ed incontriamo una comitiva di olandesi che ci osservano divertiti per la quantità e l’assortimento degli alimenti che avevamo, li invitiamo al nostro tavolo per uno spuntino in compagnia, ed accettano di buon grado. Intanto sta maturando l’idea di evitare l’ultimo campo fra le dune per compensare i sacrifici dell’andata e decidiamo di andare all’Hotel Africa di Sebbha per il pernottamento, però intanto che decidiamo, ci facciamo prendere un po’ la mano ed osiamo mettere in preventivo per domani una notte a Tripoli per la gioia di tutto il gruppo. Per cena siamo ospiti a casa della nostra guida Awad, con il quale si è stretto un legame di amicizia, che per l’occasione ci prepara un gustoso coùs-coùs e nemmeno a dirlo, del pollo arrosto, piacevole conclusione di una splendida giornata.
22-23 Nov
Siamo nella fase di rientro a casa e quindi ci rimangono solo noiosi km di asfalto da percorrere come la strada di oggi per raggiungere Tripoli, una lingua dritta di asfalto appoggiata nel mezzo di una pianura deserta ed infinita, l’estensione territoriale di questo paese è ancora più percettibile anche per la bassa densità di popolazione. Attraversiamo pochissimi agglomerati di case e ci fermiamo a Sweriff per la pausa pranzo ed il rabbocco di carburante, per poi proseguire fino a Tripoli dove ci sistemiamo in un albergo vicino al centro, tanto è vero che la sera andiamo a piedi per cenare in un bel ristorante con veduta direttamente sulla Piazza Verde.
La mattina del 23 con stupore ci accorgiamo che il cielo è nuvoloso, ormai ci siamo troppo abituati al sole del sud, e ci dirigiamo verso la frontiera di Ras Jadir, passiamo i controlli come un fulmine attraverserebbe il cielo, controllo solo dei documenti senza farci aprire le macchine, in meno che non si dica siamo in Tunisia ed il primo tratto di strada è rallentato dai molti controlli fissi di Polizia che per fortuna noi non subiamo. Pausa pranzo poco prima di Ben Gardenie con una fermata obbligata per l’acquisto dei gustosissimi datteri ed intanto una nuvola scura che ha deciso di passare da queste parti ha leggermente bagnato la strada. Arriviamo a Gabès, la destinazione di oggi, dove pernottiamo, domani 24 Nov andremo a Tunisi dove aspetteremo la nave che la mattina del 25 Nov ci riporterà in Italia.
P.S. Il bilancio del viaggio tutto sommato si è chiuso in positivo, perché è vero che da una parte abbiamo perso la visita del Mathendusch, ma dall’altra abbiamo guadagnato Tripoli che non era in programma, come non erano in programma gli alberghi di Sebha, uno all’andata e l’altro il giorno che abbiamo fatto i laghi, questa flessibilità nel cambiare programma durante il viaggio è stata possibile grazie ad una forte coesione del gruppo che nelle difficoltà si è dimostrato più unito che mai, quindi un grazie soprattutto a loro per la riuscita di questo viaggio in particolare ad Antonio e Gianni per la simpatia, a Franco per la collaborazione anche prima della partenza, a Roberto per la tenacia e le traduzioni ed a Giancarlo per le cure che ci ha dispensato e per la pazienza che ha avuto, per lui è stata la prima esperienza, inoltre un grazie alla Starlight che ha organizzato il tour, a Sahara.it che ci ha ospitato con la pubblicazione ed un grazie anche alle persone che ci hanno aiutato durante il viaggio.

Il gruppo di questo viaggio era così composto:
Toyota HJ 100 - Franco e Roberto
Toyota KDJ 120 - Antonio e Gianni
Toyota KDJ 120 - Massimo e Giancarlo
In totale abbiamo percorso 5.940 Km di cui 820 Km in fuoristrada ed i rimanenti su asfalto.
L’ autonomia di gasolio per ciascun equipaggio era per 1000 Km in fuoristrada.
Per la traversata del Murzuk abbiamo percorso 371 Km ed impiegato circa 4 gg
con l’uscita al passo del Col D’Anai, altri 319 Km e 2 gg circa sono serviti per
l’ Akakus ed ancora 130 Km ed 1 gg per i laghi.
Il collegamento ad internet è stato effettuato, quando eravamo nel deserto, tramite
un telefono satellitare Thuraya mod. SG 2520, che funzionava da modem, collegato
alla presa usb di un normalissimo portatile, negli altri casi, quando eravamo nei centri
abitati, tramite gli internet-point che riuscivamo a trovare.