Posted Saturday, August 14, 2004
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Viaggio in
Algeria
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di: Paolo Paladini: paladini@osratoscana.it |

premessa.
Il gruppo è composto da 11 moto e relativi
motociclisti scalmanati. 2 Unimog e relativi equipaggi 1 Range Rover del
“medico”
Io e alcuni amici siamo amanti delle
avventure in moto in Africa. Abbiamo tutti una discreta esperienza dell’uso
della moto nel deserto per aver partecipato, chi più chi meno, a diverse gare
(Parigi-Dakar, Rally Of Egypt, Rally di Tunisia, ecc) e per aver fatto diversi
viaggi in “autonomia” sia in Tunisia che in Libia. Quest’anno, allo scoccare
del solito attacco di “mal d’Africa” ho deciso di ripetere con i soliti fedeli
amici il viaggio in Libia.
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Mi attivo per i visti ecc. ma con grande rammarico scopro
che adesso, oltre all’invito di un’agenzia locale, è indispensabile anche
l’accompagnatore per tutto il viaggio. |

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Giorno |
Descrizione |
Foto |
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1° |
Arriviamo
Il giorno prima (domenica 27/11/02) dall’Italia in aereo a Tozeur. |
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2° |
Sempre
sulla pista dei fortini con deviazione a Fort Rhocaff fuori pista. Abbiamo
impiegato questi primi 2 giorni a divertirci sulle dune e ad aspettare i
mezzi a 4 ruote che hanno marciato lentamente su queste dune “corte”. Purtroppo
la moto di Federico si ammutolisce lungo la pista e non riparte più.
Aspettiamo i camion e la carichiamo. |
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3° |
Pista
dei fortini e arrivo all’altezza del campo dell’Agip Petroli. Ci accampiamo
dopo il posto di controllo dell’esercito. La pista, che poi affianca per
molti km l’asfalto invaso dalle lingue di sabbia è bella e ci sono molti
gruppi di dune alte. Spesso
e volentieri saliamo sulla sommità di cordoni di dune spettacolari. |
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4° |
Arriviamo
a DEB DEB. Al posto di controllo prima della città, vedo in lontananza la
sagoma di Gadames che è veramente ad un tiro di schioppo, e mi assale la
nostalgia della Libia. Abbiamo inoltre consegnato diversi colli al Muezzin
per conto dell'organizzazione umanitaria BAMBINI NEL DESERTO(www.bambinineldeserto.org) Mangiamo
al solito ristorantino e depositiamo la moto rotta di Federico dal Muezzin
(la riprenderemo intatta al ritorno). |
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5° |
Seguiamo
la pista balisata e ad un certo punto, decidiamo di proseguire fuori pista
prendendo il CAP del mitico “TUBONE” dove abbiamo fatto un meraviglioso
bagno. Il
tubone (28°37.336N 7°05.068E), così denominato perché non so come si chiama,
è un tentativo di pozzo petrolifero dove in realtà hanno trovato l’acqua
solfurea a circa 37° lasciando aperto il rubinetto da molti anni. Dopo giorni
di viaggio è una goduria incredibile fare un bagno caldo con relativo
massaggio sotto il getto dell’acqua. |
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6° |
Prima
di andare ancora a Sud facciamo rifornimento al distributore H bel Guebbour
dove contavamo poi di seguire l’asfalto fino a Les 4 chamins. |
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7° |
Decidiamo
di fare la prova di attraversare il Tifernine nella zona più spettacolare,
quella verso sud oltre la metà dell’erg, dove ci sono le dune più alte.
Non tutti partecipano alla “spedizione” perché la stanchezza si fa sentire.
Partiamo in 7 moto La
rotta che seguiamo è sempre sulla sabbia dura e veloce, un grande spettacolo. Arriviamo
nella parte delle dune “grandi”, uno spettacolo di maestosità, di colori,
infatti si susseguono gruppi di dune chiare, altre rosse, altre rosse scure. Decidiamo
di provare il passaggio anche se fanno veramente impressione e ti senti
piccolo piccolo. Saliamo una duna immensa, credo dai 400/500 mt che non
finisce più. Nel salirla sembra di andare in cielo in aereo, un’emozione
mista a paura per l’immensità e la velocità di avvicinamento alla cresta.
(sulla stessa duna, quando l’abbiamo discesa ho visto i 150km/h e Meoni mi ha
detto che ha fatto più di 170). Per
poco non cadiamo in uno degli innumerevoli “catini del non ritorno”. Infatti
fra diversi cordoni ci sono questi immensi catini, profondi anche 70/80 mt
nella parte più bassa, vicini fra di loro, dove anche con le moto, se ci
finisci dentro, è impossibile venirne fuori. Proviamo a fare qualche
tentativo andando prima in avanscoperta ma lo scenario è immenso e
apocalittico insieme e non ce la sentiamo di proseguire. Un qualsiasi guasto
diventerebbe pericoloso perché da lì le auto o i camion non passerebbero mai
e non potremmo recuperare né la moto ne eventuali feriti. Rientriamo
verso il campo con il proposito di fare un viaggio solo per attraversare il
Tifernine. |
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8° |
Ci
dirigiamo verso ILLIZI seguendo la pista che costeggia l’erg di ISSAOUANE e
ci accampiamo 60km prima di ILLIZI. La
pista è splendida e costeggiamo delle grandi dune rosse dell’erg dove
facciamo anche qualche deviazione per divertimento. Lungo la pista troviamo
anche un “campo da golf” nel senso che avendo piovuto qualche giorno prima,
una zona di sabbia piana sul fondo di una valle è completamente ricoperta di
erba appena nata creando uno spettacolo incredibile. (manca la foto) |
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9° |
Dopo
una piacevole sosta a ILLIZI seguiamo l’asfalto verso nord e poi prendiamo un
pistone che porta a Ohanet. E
qui accade che quasi all’improvviso il cielo si oscura, si alza un vento
incredibile e dopo pochi minuti veniamo investiti da una grandinata che in 20
minuti allaga tutto. Ci siamo riparati in 11 sotto un lamierone e né siamo
usciti bagnati fino al midollo. Ci accampiamo in una zona vicino a Ohanet. |
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10° |
Prendiamo
il pistone che passa per il forte di Timelloline e arriviamo a Deb Deb dove
ritiriamo la moto rotta dal Muezin e ritorniamo mestamente verso nord. Questa
pista è veramente piacevole ed esalta la guida. |
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11°
e 12° |
Ripercorriamo
parte del percorso dell’andata ma evitiamo la pista dei fortini perché non
abbiamo tempo. Seguiamo
l’asfalto per Hassi Messaoud, per Touggourt e infine per El Oued e poi alla
frontiera. Non
troviamo da mangiare nei ristoranti (si fa per dire) perché siamo in pieno
Ramadam e quindi facciamo la spesa nei soli negozi alimentari aperti che
all’occasione ci prestano un tavolo. |
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13°
e 14° |
All’hotel
di Tozeur ricarichiamo le moto sul carrello, rifacciamo i bagagli, andiamo a
fare un po’ di shopping e ritorniamo a casa in aereo domenica 10 novembre
2002 |
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Conclusione:
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A conclusione posso dire
che il viaggio è stato splendido, oltre le mie aspettative. L'organizzazione di Giorgio Lacava, dell'agenzia
svizzera EQUINOX (http://www.equinox.com),
è stata ottima e non vedo l'ora di tornare sul Tifernine che ritengo meriti,
come detto prima, molti giorni di sosta ed esplorazione Il bello del viaggio è
stata la presenza di Meoni che ha la voglia di andare a scoprire nuove piste,
ad affrontare dune impossibili (se fossi stato da solo o con i miei amici non
né avrei avuto il coraggio), a “ruzzare” con la moto. In poche parole lui si
diverte e noi con lui. |