By Glauco
Posted Friday, August 13, 2004


 

RESOCONTO DI VIAGGIO

 

PARTECIPANTI: Martines Glauco & Marchetti Daniela su Toyota BJ 70

Grassi Claudio & Campanini Daniela su Land Rover 90

 

PERIODO : Dal 2/08/97 al 23/08/97 km. totali 7800 di cui 3500 in Marocco su piste e asfalto.





PERCORSO : Tangeri, Fes,

APPUNTI DI VIAGGIO: Da Gallarate ( VA ) ad Algeciras ( Traghetto Spagna/Marocco ) km. 2150 tutti di autostrada in Francia o autostrada e superstrada in Spagna ( a parte circa 50 Km poco dopo Marbella )

Costo autostrada: Italia £ 35.000, Francia FF 228 ( £ 65.000), Spagna Ptas. 6225 ( £ 75.000 )

Costo gasolio al litro in Francia 4,98 FF, in Spagna 94 Ptas. in Marocco 4,74 Dh ( 900 £ ). Mangiare negli autogrill in Francia è molto costoso, meno in Spagna. Costo traghetto solo andata auto + 2 persone £ 200.00, traghetti ogni ora , traversata circa 3 ore a secondo della compagnia. Ricordarsi di timbrare i passaporti sulla nave!.

In Marocco: ( 1 Dh = £ 180 ) costo bottiglia acqua minerale da 1.5 l da 5 a 6/7 Dh, coca e bibite varie 5, un pasto medio da 30 a 40 Dh a testa, nella medina ( igiene ... ) anche meno, in ristoranti di medio lusso 100/150, alberghi a 3 stelle circa 200/300 camera doppia, camera d'aria 100/120, copertoni 1200 ( si trovano con relativa facilità e solo nelle grandi città i 7.50/16 , i 205/16 sono più costosi e quasi introvabili, quindi portare almeno 2 ruote di scorta, il Marocco è assassino per le gomme!)

Costo campeggi in Marocco auto + 2 persone e Aircamping ( che non paga ) da 20 a 40 Dh .

Attenzione, benché segnalati non vi sono più i campeggi a Erfud, Errachidia e Marrakesh, vi sono perlomeno a Fes ( ottimo con piscina), Ouarzazate ( bello ), Tinherir ( bello con piscina), fuori Marrakesh in costruzione con mega piscina a 9 km circa dalla città in direzione Casablanca appena prima del benzinaio ( invisibile di notte!). In più o meno tutti i villaggi dell'Atlante vi sono piccoli terreni o alberghi dove è possibile campeggiare. Il campeggio libero in zone spopolate in genere non comporta alcun rischio, ma evitate di farlo in prossimità di villaggi o peggio ancora subito dopo averli attraversati.

Vero dramma del Marocco è la continua richiesta di soldi, dai bambini, dalla gente comune, dai negozianti e anche da alcuni poliziotti. E quasi impossibile avere una informazione, anche la più banale, senza avere richiesta di soldi, ( pochi spiccioli) o cadeux vari che rendono il viaggio una continua lotta, con litigi, discussioni e esaurimenti nervosi. La zona dell'Atlante è la peggiore, qui il turismo di massa dei fuoristradisti ( solitamente ritenuti i più "generosi") ha fatto danni irreparabili, la classica "stilò" è oramai divenuta un obbligo e se non la consegnerete sarete molestati all'infinito. Quando acquistate della merce ( anche la sola bottiglia di acqua) oltre alla solita contrattazione, verificate SEMPRE che l'interlocutore abbia capito bene l'importo concordato, perchè, fatto ...strano.... alla fine quando pagherete lo cifra sarà sempre più alta!!!

Dal mio ultimo viaggio ( nel '92) le cose sono peggiorate, e nonostante il Re si sia reso conto della cosa e cerchi di combatterla, il turismo in questo paese è veramente crollato. Alberghi dove prima era impossibile trovare camere libere ora hanno procacciatori che ti assalgono alla porte del paese, e anche negli alberghi di lusso contrattare le tariffe esposte è quasi una norma (anche se poi alla fine magari vi faranno pagare come extra la piscina). Per quanto si voglia cercare di capire questa gente e spiegargli che questi comportamenti sono assolutamente negativi per il loro futuro, non rimane che l'amara considerazione che vedere persone che si riducono all'accattonaggio ( quando è evidente che un bambino di 4 anni non se ne fa nulla di una sigaretta o che un negoziante di alimentari vuole in regalo un "bon bon") o alla piccola truffa è veramente disarmante.

 

DIARIO: Il viaggio in Marocco è stato un ripiego, dato che dopo avere organizzato sin da marzo per la Libia (zona ai confini con Egitto e Sudan) a causa della improvvisa rinuncia di due nostri compagni e dei ripetuti guasti alla macchina di Claudio, con il motore della Land completamente rifatto e da rodare a 80 km/h per 3.000 chilometri decidiamo di partire destinazione Atlante.

Il tragitto sino a Tangeri è allucinante, coda continua dalla Liguria fino alla Spagna, dopodiché alla folle velocità da rodaggio arriviamo al secondo giorno di viaggio all'imbarco.

Distrutti dal sonno e dopo una attesa di alcune ore saliamo sulla nave. Riusciamo a dormire di traverso sulla auto senza neanche mettere piede sul ponte della nave, e ci svegliamo giusto in tempo per lo sbarco. Con grande allegria scopriamo che le formalità andavano fatte sulla nave, e così rimaniamo altre 3 ore in attesa del fatidico timbro.

Dopo una "veloce" galoppata su asfalto cerchiamo sulla carta Michelin una pista che ci permetta di arrivare a Missour senza fare altro "goudron". Con il GPS usato a bussola, e la carta che oramai denuncia la sua vetustà, arriviamo al passo di Tzi Bou Zabel (bellissimo ad oltre 2400 m ) e dopo alcuni errori di navigazione dovuti all'esistenza di piste realizzate recentemente per il passaggio di immensi camion che trasportano giganteschi tronchi di cedro, imbocchiamo la pista per Oulad Alì. A tutte le persone che incontriamo chiediamo " la pista per Oulad com'è? " e la risposta cambia da "distrutta o impraticabile" a "nessun problema". Ovviamente decidiamo che la risposta esatta è quella che a noi fa più comodo e andiamo. Ci arrampichiamo lungo uno sterrato molto ripido e stretto, ben battuto dai camion che se dovessimo incontrare in senso contrario vorrebbe dire fare retromarcia magari per 2 o 3 chilometri. Invece siamo "fortunati" e ne troviamo uno nel nostro senso di marcia. Lo seguiamo a meno di 10 all'ora tra nuvole di polvere e gasolio. Arriviamo in tarda serata a Ksar el Kebir, paesino incastrato in una stretta valle completamente costruito con blocchi di fango e tavole di cedro che ben si mimetizza con il marrone scuro delle rocce. Un piccolo torrentello irriga la valle creando piccole insenature coltivate a grano che danno un colore verde così intenso che sembra quasi artificiale. L'atmosfera è irreale, ed effettivamente di turisti non se ne vedono assolutamente nè si vede traccia del loro passaggio. Capiremo presto perchè !.

Chiediamo l'ennesima informazione ad un vecchio che prendendo in mano un mucchietto di pietre ci indica le condizioni della pista. Va bè, siamo qua in ferie mica per divertirci!. Facciamo campo un uno uadi secco, dato che è l'unico posto orizzontale della valle, ripetendoci in continuazione: "mai fare campo in uno uadi, soprattutto in Marocco dove piove spesso". Dato che oramai è buio, decidiamo che non deve piovere.

Mentre facciamo cena, un gruppetto di ragazzi con un aria di chi capita per caso di notte lungo un torrente al buio chiede con nonchalanche se abbiamo una sigaretta. Inutile riportare la risposta.

Sono la 4 del mattino, improvvisamente sento un ticchettio strano sulla tenda, e subito dopo Claudio che impreca "c....o, piove"

Penso che ogni record di chiusura di AirCamping sia stato battuto in quella occasione.

Indietreggiamo di qualche chilometro e rimontiamo tutto nel cortile di una casa forestale abbandonata in prossimità del villaggio. Tuoni che rimbombano nella valle ma di acqua...basta!

La mattina facciamo colazione con due pastori che a 10 metri da noi ci guardano per quasi 2 ore senza dire una parola. Intanto le pecore se ne vanno.

I primi 6 chilometri di pista li facciamo a passo d'uomo, o meglio di donna, dato che "le Daniele" spostano sassi e macigni per evitare che le gomme "si sporchino troppo di polvere".

Ad un certo punto la pista è praticamente invasa da più frane che aumentano la contropendenza a valori decisamente poco salutari. Allora, visto che come già detto siamo in vacanza, cominciamo a tirare fuori la pala per fare un solco a monte. Dopo avere fatto un sopralluogo a piedi, visto che la pista è praticamente inesistente, approfittando del fatto che sono geometra e che quindi posso fare un congruo sconto sulla parcella, decidiamo di ricostruire la carreggiata ( tralasciando solo la corsia di emergenza in quanto i tempi di esecuzione sono ristretti).

Alla piccola pala stile Camel Trophy si aggiungono: una pala da neve (utilizzata fino ad ora per la sabbia) per spostare i sassi, un martello per rompere i macigni più grossi, bacinella uso bidè, panni, ecc. per il trasporto delle macerie, e, strumento che ben si addice alla "mia" Daniela, una bella pietrona a forma di piccone il cui utilizzo è stato di grande effetto presso la popolazione indigena al punto di attribirle il premio "Abominevole Donna Dell'Atlante 1997" .

Dopo un inizio in stile "spacco tutto" con la più totale anarchia, alla 3a ora di lavoro, complice anche la capacità organizzativa dei pastori che erano finalmente giunti al gregge, si distribuiscono i compiti in maniera scientifica.

Unico problema si ha quando Daniela "l'altra" decide di portare via il martello dalle mani del pastore da lei reputato "improduttivo"

A difesa dell'imputato va detto che poteva utilizzare una mano sola, dato che l'altra era impegnata a tenere serrato lo squarcio nella cerniera dei pantaloni i quali erano privi delle usuali sottostanti mutande.

Nonostante questa performance nel disintegrare i macigni a colpi di martello, non riesce a insidiare il titolo alla sua omonima che tra l'altro utilizza strumenti ben più ecologici.

Dopo oltre 7 ore di lavoro abbiamo reso agibile ( tra l'altro in maniera splendida) circa 2 chilometri di strada.

Quando le forze cominciano a scarseggiare, decido di fare un sopralluogo più dettagliato e con grande gioia scopro che per finire il lavoro ( almeno fino a dove la pista sembra essere migliore ) occorre almeno un altro giorno di lavoro!

Con immenso dolore di Claudio desistiamo, e procediamo all'inversione delle auto. Facile a dirsi!. il punto più largo è circa 40 cm. oltre la lunghezza dei nostri mezzi, e per fare manovra, occorre quindi legarli ad un cedro di 2 metri di diametro e che avrà almeno 500 anni che fortunatamente è lì vicino.

Non appena finiamo la semplice operazione, ( provare per credere), un temporale improvviso fa scappare le "maestranze locali" e noi dietro di loro.

Fulmini incominciano a scaricarsi tutto intorno, e a giudicare dall'impressionante numero di alberi disintegrati in tale maniera, la tensione è elevata. Riusciamo finalmente ad arrivare ad un punto lontano dai cedri in attesa che il temporale smetta ( a detta dei locali sarebbe durato pochi minuti).

Appena sembra allontanarsi, cominciamo a muoverci, scoprendo che sia le mie gomme che quelle di Claudio ( da fango estremo !) non hanno assolutamente alcuna presa sull'argilla e nel fare un tornante rischiamo di finire qualche metro più sotto. Essendo in contropendenza c'è addirittura il rischio di scivolare anche da fermi, e come se non bastasse, c'è rischio di frane dall'alto.

I copertoni sono diventati almeno da 26 pollici stile mountain bike.

Come da copione il temporale aumenta di intensità, fino al punto di convincerci a scendere dalle auto e legarle alle piante vicine ! In uno sprazzo di cielo apertosi improvvisamente il sole del tramonto illumina tutta la zona colorando di rosso fuoco tutta la montagna in netto contrasto con il verde intenso dei cedri. Che spettacolo!

Riusciamo a cenare spartanamente sotto un telo con fornello e sedie in pendenza estrema, temperatura 9°, pioggia battente, ovunque fango con un coefficiente di aderenza alle suole superiore alla colla epossidica.

 

Prossimamente Continua.......