Posted Saturday, August 14, 2004
MAURITANIA
/ SENEGAL / GUINEA 1998
Lungo trasferimento stradale.
Siamo partiti Venerdì 11/9 con l'intenzione di arrivare a Dakhla nel primo
pomeriggio del mercoledì seguente, per essere sicuri di essere ammessi al
convoglio del venerdì. Bisogna solo guidare, guidare e ancora guidare.
Attenzione lungo le autostrade Francia (Nimes) e Spagna se ci si ferma per
dormire (furti !!). Ricordo che Ceuta (spagnola pur in Marocco) è porto franco
ed il rifornimento costa poco, così come nell'estremo sud marocchino. Arrivo a
Dakhla primo pomeriggio di mercoledì 16/9. Iscrizione al convoglio del venerdì,
presso il posto di blocco all'inizio del paese. Formalità da eseguire. Police,
Douane (che riusciamo a fare la sera stessa) e Gendarmerie che faremo in
mattinata. Qui ci indicano ulteriore formalità che però si rivela errata e
quindi non da fare. Posto tranquillo, con buon campeggio, l'ideale per
rilassarsi dopo la monotonia del viaggio.
Appuntamento al mattino presso il
posto di blocco all'ingresso del paese. Il numero delle vetture può variare e
di molto, comunque molti locali (commercianti) e peugeottari. Si consegnano i
passaporti e si parte non prima delle 10/11.00 circa. Salvo inconvenienti
(macchine che si fermano ecc.) si arriva all'ultimo avamposto marocchino. Noi
siamo arrivati che ormai era buio, abbiamo fatto campo e all'indomani di buon
ora i militari ci hanno consegnato i passaporti, invitandoci a proseguire da
soli, con la solita raccomandazione di non abbandonare la strada segnata, causa
mine (vedi alcune carcasse di auto !!!). Dopo pochi km primo posto di blocco in
terra mauritana e ritiro dei passaporti. Piccola fossa di sabbia da superare,
nessun problema per 4x4 ma per gli altri sono guai. Quando TUTTI sono passati
(ormai è pomeriggio inoltrato) un militare sale per indicare la retta via e si
parte. Arrivo a Nouadibou alle 17.30, ritiro dei passaporti e consegna dei
libretti di circolazione (che ritireremo all'indomani in dogana). Qui vi attenderanno
un sacco di persone con l'intenzione di guidarvi al miglior camping, al miglior
ristorante (ricordiamo le aragoste a prezzi modesti !!!), ecc. ecc. Ultime
formalità, vari gabbiotti uno in fila all'altro e via per la città dove
passeremo la notte. Cambio obbligatorio (da verificare) di 2.000 FRF. Al
mattino si consiglia di provvedere per tempo alle residue formalità,
Assicurazione (ca.3.400 ouguya), Dogana (dove riconsegnano libretti) e
Gendarmerie. Noi abbiamo fatto contratto per campeggio comprensivo di
assistenza ad espletare le pratiche. Se va tutto bene (si è tra i primi e il
capitano della Gendarmerie firma in fretta i passaporti) verso mezzogiorno si
può partire. Soliti tre gabbiotti in fila e via direzione Banc d'Arguin o
Choum.
Noi siamo andati a Choum. Pista
tutto sommato non difficile, con qualche tratto di sabbia molle (in verità
pochi) si può tranquillamente fare senza guida, basta stare alla DESTRA delle
rotaie (SX = MINE !!) Davvero caratteristico il lungo treno che nel giorno e mezzo
di
pista
si incontra più volte.
Choum luogo dimenticato da Dio,
posto di blocco. Campo appena fuori dietro collinetta.
Per Chinguetti si possono fare
due piste una più corta ma più brutta e l'altra viceversa. Noi abbiamo fatto
quella corta, tutto sommato niente di particolare, basta andare piano.
Prepararsi alla famosa tole mauritana, che è andato al vulcano libico è
avvantaggiato. Chinguetti molto bella, con bel camping. Molto bella la parte
vecchia e le dune che l'assediano. Consigliata visita a Ouadane, in mezzo alle
dune, ca 100 Km., se il tempo lo consente.
Direzione Noukhchott. Campo a
Terjit, (bivio sulla strada principale a SX N 20 16 190-W 13 11 627) bella oasi
con palmeto e cascata in una gola. Fin qui strada brutta, anche se in
rifacimento.
Alla sera del 24/09/98 arrivo a
Nouakhchott. Strada prima brutta, poi bella asfaltata (ma chiusa al traffico)
infine aperta. Probabilmente ora sarà interamente completata. Sempre se il
tempo lo consente si può risalire il la spiaggia dell'oceano (per il Banc
d'Arguin servirebbe il permesso) informandosi sull'orario delle maree. Passaggio
per accesso a spiaggia N 18 06 440 - W 16 01 310
Visita al mercato, carino, e cena
in ristorantino. Sosta al Park Hotel decoroso, con guardiano.
Se si va sulla spiaggia
raccomandazione di lavare poi l'auto in uno dei numerosi lavaggi. Partenza per
il Senegal. Mauritania bella, buona accoglienza, militari e simili, sempre più
che nella norma africana, anzi. (contrariamente a notizie raccolte, che
confermano come difficilmente due viaggi dallo stesso identico itinerario siano
uguali)
Fino alla frontiera di Rosso, la
strada è bella. Se possibile poco prima della frontiera deviare a destra e
cercare la diga, sulla quale si può transitare fiume e confine. Noi non abbiamo
potuto causa l'acqua alta. In ogni caso a Rosso (prassi confermata anche dopo
da amici) assisterete alla sceneggiata del traghetto che c'è e poi non c'è, poi
forse, però se si paga arriva. Qui dipende dallo spirito con cui si arriva. Noi
abbiamo comunque pagato qualche cosa, non ricordo la cifra ma poca cosa, anche
perché era pomeriggio inoltrato ed in un battibaleno abbiamo fatto dogana,
police, gendarmerie e chi più ne ha più ne metta e ci siamo imbarcati.

Fin dalla discesa dalla chiatta
ci si accorge che si è in Africa Nera. Dogana chiassosa, caotica, ma tutto
sommato divertente. Si fanno tutte le formalità compresa l'assicurazione. Il
permesso dell'auto dovrà essere rinnovato a Dakar (non si capisce perché non lo
facciano più lungo, forse conviene dichiarare subito come destinazione la
quella finale in uscita).
Prima
sosta a St.Louis città in stile coloniale purtroppo in decadimento (si
consiglia un drink all'Hotel de la Poste) Attenzione a rispettare rigorosamente
tutta la normativa stradale (cinture, stop, precedenze, ecc.) altrimenti sono
multe. Sosta in campeggio sulle rive dell'Oceano (Camping de l'ocean chez
Dior). In città c'è anche un centro dell'artigianato da visitare.
In direzione Dakar, strada bella
anche se monotona, sosta a Rufiske in campeggio gestito da tedesco, squallido,
se possibile arrivare a Dakar.
Arrivo a Dakar, caos indescrivibile,
sosta all'Hotel Lagon II'. Bisogna prorogare il permesso dell'auto e, se si va
in Guinea, bisogna andare a richiedere all'ambasciata un Laissez-passer
speciale, che servirà MOLTISSIMO una volta là. Niente di bello se non la visita
all'ile de la Gorè.
Partenza per Tambacounda. Solita
strada monotona, tutto piatto, attenzione al traffico. Noi abbiamo fatto campo
ospiti di un villaggio (poche case) situato N.14° 08' 093''/W.15° 50' 805''.
C'è una tal M.me Mbodi, che parla un po di francese.
Serata con cordialità, doni, ecc.
Arrvio al Parco del Niokolo Koba
e sosta al campement touristique di Cimenti, in riva al fiume, molto carino.
Tantissime scimmie.
Per arrivarvi non serve la guida, che però conviene prendere per fare un
escursione nel parco. Nel nostro periodo la vegetazione era molto alta, quindi
nascondeva in parte gli animali, comunque con un po' di fortuna e pazienza..
Fino a Kedoudou, dove si
espletano le formalità in uscita, la strada è nuova e bellissima. Da qui in
poi, in direzione dell'ultimo avamposto senegalese di Segou il discorso cambia.
Pista di terra rossa che si staglia nel verde della vegetazione, piena di
enormi pozzanghere, almeno nel nostro periodo.
Arrivati a Segou si consiglia di
fare campo a Dieffellou, tipico villaggetto sperduto, però con tanto di
campeggio carino, la cui attrattiva principale è una cascata nel bel mezzo di
una foresta tropicale.

Si ritorna a Segou ed al bivio
anziché ritornare a Kedougou si gira a destra in direzione Guinea (incrociando
le dita), non dopo aver espletato le ultime formalità. Si dovrebbe pagare una
tassa di 2.500 CFA. Da noi non l'hanno voluta in quanto convinti di dovercela
restituire la sera stessa, non credendo che saremmo riusciti a passare, visto
lo stato delle strade. Un bell'augurio, non c'è che dire. Effettivamente
parlare di strade, di piste, è un eufemismo. Si blocca tutto quello che si può
bloccare, si mette la prima ridotta e si cerca di seguire le tracce che si
inerpicano su per la montagna che segna il confine. Alla sommità la pista è più
bella. O forse è prima che è tanto brutta!
Primo posto di blocco dimenticato
da Dio. Abbastanza scorbutici. Ispezione completa, ma proprio completa, anche
dentro le singole scatole di medicinali, di pasta, in tutti i vani. Piccola
tassa da pagare, che da qui in avanti sarà la costante, almeno come richiesta,
degli innumerevoli posti di blocco. Dopo pochi chilometri primo villaggio, si
fa dogana. Sorpresa: le auto nuove (entro il tal anno) devono pagare il 2% del
valore. Le nostre sono una vecchia ed una nuovissima. Come sempre ci si
accorda, per 1.000 FRF per entrambe. Doganieri comunque cordiali, soprattutto
M. Pascal, si fa campo davanti alla dogana. E' il 03/10/98 ormai siamo in
Guinea.
La pista, ormai si può almeno
definire così, è sempre brutta, con diversi guadi, dovuti alla stagione, punti
difficili, però va costantemente migliorando, il che ci fa sperare che il
peggio sia passato.
L'itinerario prevede
l'attraversamento del Fouta Djalon, toccando le città di :
Mali - situata a 1.500 slm, campo
nel cortile dell'unico Hotel del quale consigliamo un pittoresco utilizzo delle
docce e della sala pranzo, visita alla Dame de Mali volto di donna scolpito
nella roccia, con vista mozzafiato. Non lasciare NULLA a portata di mano,
neanche nel piazzale dell'albergo perché rubano.)
Labe - qui inizia l'asfalto.
Niente di particolare. Sosta a l'hotel del l'Independence, squallido. Vicino
all'hotel, ci si arriva a piedi, una pizzeria (chez Tata) gestita da un
italiano, tal Flavio Callegarin con consorte e prole!!!
Inoltre qui si fa l'assicurazione per l'auto (ca.32.000 F.Guinea). Problema:
poco prima di Labe ad un posto di blocco, paghiamo l'ennesima gabella
concordata perché non abbiamo l'assurance; ma come si fa a farla se prima non
vi sono uffici d'assicurazione?
Kindia sempre più grande.
Niente di particolare. Bello comunque giro per la città sui mezzi pubblici, che
consigliamo caldamente. Poco prima di Kindia deviazione per vedere la cascata
di Kinkon (bisogna fare permesso-chiedere). Caruccia. Si possono solo fare foto
ma non filmati. Provate a non dichiarare l'esistenza di camera video, può darsi
che non vi accompagnino e allora
A Kindia si possono fare molti
acquisti di arte africana, se interessa. Alloggio presso Hotel Phare du Guinee,
brutto. Cena presso hotel disastrosa. Appena fuori città però dovrebbe esservi
un nuovo hotel. Informarsi.
Da qui in poi ci si avvicina alla
capitale, con conseguente aumento dello squallore del paesaggio.
Città caotica, situata su una
lingua di terra estesa in mezzo al mare. Niente di bello, anche perché quando
si arriva qui il viaggio è ormai finito.
Per imbarcare l'auto contate almeno
2/3 gg. per "tempi tecnici". Noi ci siamo affidati alla Getma,
(sig.Daniel Lafargue) corrispondente in Guinea della Messina, e siamo rimasti
soddisfatti.
Blvd.du Commerce, 60-tel.(224) 41.32.05/41.42.78-fax 40.42.00 email getma.gui@eti-bull.net
Per ultimo l'aeroporto, caos
immane. Bisogna arrivare per tempo perché si dice che a volte vendano più
biglietti dei posti disponibili e quindi chi tardi arriva.. Meglio comunque
confermare il ritorno in città, presso l'ufficio della compagnia (Air France o
Sabena di solito). Inoltre nascondere soldi, di ogni tipo e portare il minimo
indispensabile, per non dar adito alle ultime richieste di gabelle delle e
polizie varie, visto che li hanno l'appoggio dell'"aereo che parte".
Si può alloggiare all'Hotel Cesar (tale Cesare di Rimini) tutto sommato niente
male anche se situato tra le favelas.
La Guinea è molto bella,
soprattutto fino a Labe, dove il turismo è inesistente. Il comune denominatore,
anche per il periodo da noi scelto, è stato il verde. E' un'unica grande
foresta con la strada che vi scorre dentro. A proposito occhio ai serpenti
perché qui vene sono un'infinità.
E' vera Africa nera, sicuramente
diversa dai deserti, ma vera Africa.
La gente e cordiale e
disponibile, per niente assillante, a volte addirittura scappava anziché
fermarsi per un regalo. I controlli sono stressanti, sempre prima e dopo e dopo
gli agglomerati urbani, comunque alla fine ci si abitua, a volte si paga per guadagnare
tempo (sempre cifre ridicole) a volte si rifiuta, a volte si da un cadeau,
anche non richiesto.c'est l'Afrique.
Si consiglia comunque, se possibile, di posticipare il periodo causa il gran
caldo e le abbondanti piogge.
Per ulteriori informazioni : Maurizio e-mail mdall@libero.it