Posted Monday, May 8, 2006
La Luna dei Tebu, El-Auenàt - Jebel Uweinat
“La Montagna delle Piccole Sorgenti”
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Fotogallery


...La scalata del Jebel Uweinat realizzata durante la spedidione esplorativa del 2005 aveva richiesto notevoli sforzi fisici per cercare un varco tra le pareti composte da massi granitici ciclopici: sia una dettagliata esplorazione sul posto, sia l'impiego di immagini Landsat e Aster non ci erano state di grande aiuto. Raggiungemmo l'altopiano di Emery con indescrivibili fatiche. Il professore Monterin aveva descritto un sentiero, ma noi non fummo in grado di trovarlo...
La pianificazione della spedizione del 2006 mediante l'impiego di immagini Quickbird fornite da Telespazio è stata molto più efficace. Su queste immagini, infatti, è stato individuato un sentiero ben marcato con muretti a secco e frequenti balise in pietra oltre ad alcuni ripari presenti in punti cruciali. Questo sentiero inizia dalla prima acacia presente nel oued (in rosso, swir immagine). Con queste informazioni partiamo per il Jebel Uweinat che raggiungiamo a metà aprile. Iniziamo l'ascensione prima dell'alba, dato che la temperatura dei giorni precedenti aveva raggiunto i 43°C, in completa autonomia di viveri, acqua (15 litri a persona) e tutto il necessario per la sopravvivenza in ambiente estremo.

Nelle Quickbird evidenziamo, in modo molto distinto, larghi sentieri di animali che utilizziamo sul posto per tracciare la nostra rotta.

Dopo 6 ore di cammino organizziamo il campo base. In prossimità di una grotta dove ci riposiamo per alcune ore prima di iniziare l'esplorazione a raggera intorno al campo.

Iniziano così le prime scoperte di siti rupestri oltre ad ottenere le prime conferme di quanto individuato già da casa sulle immagini Quickbird.Avevamo misurato a tavolino acacie di grande dimensioni -13 metri di larghezza- che ritroviamo e delle quali scopriamo anche l'altezza (le foto non la mostrano): sono molto alte, lussureggianti e rigogliose.

Il primo riparo rupestre l'avevamo già ipotizzato da casa... è così ricco di immagini che viene battezzato 'cinema': offre un vero spettacolo con una varietà di scene di caccia e non solo....

Nei tre giorni di permanenza fotografiamo e determiniamo la posizione di 10 siti di arte rupestre non conosciuti, esploriamo a piedi circa 70 km di uadi e valli nascoste.

Ritornati alla base di Jebel Uweinat continuamo l'esplorazione cercando la grotta individuata dal prof. Monterin. Monterin la descrisse come una grotta di grande dimensioni con una volta di 30 metri e che lui stesso esplorò per una profondià di 80 metri. Il racconto indicava la presenza di un salto maggiore di 3 metri che impedì al glaciologo di completarne l'esplorazione negli anni 30. Partiamo alla ricerca della grotta muniti di attrezzatura da speleo. Per trovare l'ingresso ci avvalliamo ancora una volta della tecnologia: l'elaborazione con il vicino infrarosso dell'immagine QuickBird evidenzia una zona umida nell'area della probabile ubicazione. Ancora zaini in spalla e partenza all'ora migliore (si fa per dire!) e sotto un sole cocente ci arrampichiamo per altre 4 ore. Con grande soddisfazione, proprio nel punto indicato nelle foto (errore di 6 metri), troviamo l'ingresso alla grotta. L'interno è straordinario, mai avremmo pensato di vedere un tale spettacolo nel Sahara.

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Paletto confinario Egitto-Libia N22 E25
The historical 22N 25E confluence
The 22N 25E confluence cairn built by Captain Oreste Marchesi in 1933


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