By s.it
Posted Saturday, April 9, 2005


Una Zerzura in El-Auenàt - Jebel Uweinat
English Language
L'idea di questo trekking nasce un'anno prima della sua realizzazione. Un'autore sconosciuto ai più, descrive un'oasi con sette palme in djebel Uweinat e un sentiero che porta ad un'altipiano sconosciuto. Nessun altro testo menzionerà più questi luoghi.
La ricerca successiva si concentra sui toponimi Tebu della zona, esce così una valle di Emeri e un Karkur Gabor. L'analisi delle mappe non conduce a nulla, la cartografia italiana è completamente inaffidabile e quella russa alquanto aleatoria. Un aiuto prezioso arriva però dall'analisi delle immagini satellitari e sopratutto dal grid altimetrico generato dalla missione SRTM. L'elaborazione delle linee di livello, i corsi fluviali e gli spartiacque, restringe la zona di ricerca ad un unico punto particolarmente favorevole per la ricerca.

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i materiali li trovi da gialdini

Uweniat, tributario sinistro di Karkur Ibrahim
Organizziamo accuratamente tutto il materiale preparato in Italia. L'escursione prevede tre giorni in completa autosufficenza dove potremo contare solo sulle nostre forze e attrezzatura.

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L'ascesa,
per la prima parte, si rivela molto complessa, una frana di massi ciclopici ostacola la salita, sulle spalle circa 22 kg tra acqua, alimenti e attrezzatura varia. Il giorno prima alcuni di noi hanno fatto un soppraluogo e portato a mezza altezza una piccola quantità di acqua, in modo da creare una riserva denominata "wpt abuballas"
Raggiunto l'altipiamo constatiamo una discreta presemza animale, come si può vedere nella foto: un serpente non bene identificato, i segni del pernottamento di grossi animali, verosibilmente Waddam (testimoniato anche dal ritrovamento di corna dello stesso) e la carcassa di un grosso volatile.

 

FAMIGLIA : COLUBRIDI
GENERE :MALPOLON
PROBABILMENTE MALPOLON MOILENSIS
Nome comune : moila
Comune in tutto il nord Africa dall'Algeria all'Egitto, sino in Iraq e Iran.Segnalato nella zona dello Uweinat.
Diurno, non in via di estinzione, non velenoso
FONTE: ANPHIBIANS AND REPTILES OF EGYPT (VOL.6) MINISTRY OF STATE FOR ENVIRONMENTAL AFFAIRS, 1997 pag.151
Courtesy: Ettore Diurno


Altri importanti indizi geologici rivelano alcuni limi cementati a testimonianza di strutture lacustri fossili, condizione importante per l'insediamento di popolazioni. Poco dopo, infatti, in prossimità di un riparo, individuiamo la presenza di pitture nelle pareti della roccia.

Dalla valle di Emeri riprendiamo il cammino verso Karkur Gabor: un'altra gola ostruita da massi ciclopici ci aspetta ma, le pur lievi tracce animali trovate, ci danno nuove energie per affrontare la fatica. Lungo il percorso ammiriamo cascate 'pietrificate' di rocce erose dall'acqua in modo bizzarro. Nuove tracce di vita con la presenza di fiori di difficile catalogazione. Ecco infine che il wadi si allarga, la tipica ghiaia che apre in una valle ancor più grande, finalmente la nostra meta si presenta in tutto lo spettacolo. Installiamo il "Campo Italia"

Karkur Gabor si presenta come un grande vallone di ghiaia sottile orientato NW-SE lungo 3,5 km. Il luogo è assolutamente privo di qualsiasi riferimento umano. Nella valle abbiamo contato 125 acacie in buona salute. Non è presente alcun punto d'acqua. Abbiamo osservato la presenza di un Fennek e riscontrato una quantità infinita di impronte di animali di piccola taglia, comprese impronte canine. Alcuni escrementi suggeriscono la presenza del Mulo.

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All'esplorazione della valle è stato dedicato un giorno intero, tutto il perimetro è stato setacciato, nella sponda SE è stato scoperto un riparo che presenta una serie di pitture con circa 300 soggetti.
Nel corso della giornata sono stati fotografati nove ripari di vaste dimensioni con soggetti multiformi.


La relazione completa su Saharajournal
ABSTRACT
The SW highland of Jebel Uweinat, accessible only on foot, was partially explored in 1935 by Prof. Umberto Mònterin. The outcome of a recent reconnaissance inspired by the papers of this famed geologist was the discovery of twelve new painted shelters referred to the pastoralist peoples, who settled in the region during the 4th and 3rd millennium B.C. One of this newly discovered shelters, the Giraffe Cave, is adorned by a large number of subjects. Among these, the depictions of seven finely painted giraffes and an inhabited hut with five different detailed containers are remarkable.

Un ringraziamento a tutti i partecipanti del trekking:
Tiziana Tormena, Michele Soffiantini, Stefano Laberio Minozzi, Gian, Paolo, Francesco Romanzi, Alessandro Menardi Noguera.

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E Questo???