L'angolo della Cultura
a cura di Marino - al bahary
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LA LINGUA ARABA

METODO DI TRASCRIZIONE DELLA PAROLE ARABE   CON L’ALFABETO LATINO  

Arabo classico o letterario.- al ‘arabiatu   al fusshâ L’arabo classico è per gli arabi strettamente connesso con il Corano. Nei 15 secoli trascorsi dalla comparsa dell’Islâm questa lingua   non ha subito cambiamenti o contaminazioni sostanziali, il motivo di questa refrattarietà ai naturali processi evolutivi che in generale tutte le lingue subiscono è da ricercarsi innanzi tutto nella   connessione   con il   carattere dogmatico che il   Corano dona a questa lingua che, per i fedeli è intoccabile nell’intenzione di evitare errori nella esegesi e nei significati originali.
Il Corano è per i musulmani   non   solo la base della teologia ma l’assoluta perfezione del verbo e modello letterario supremo. Il trascorrere del tempo non ha mutato ne la struttura grammaticale ne il grande tesoro lessicale. Anzi, i dotti ulema, che oltre ad essere esperti della religione   sono inevitabilmente anche studiosi dell’arabo classico, utilizzano per consuetudine   citazioni e sintesi poetiche per giudicare o sentenziare, prestando la massima attenzione alla forma linguistica originaria del Corano.
In fine la lingua classica è il risultato di un accordo stabilito dai linguisti arabi tra il Corano, l’antico dialetto di Mecca e l’ancora più antica lingua poetica dei beduini della penisola araba.

Gli arabi considerano la lingua, la poesia, e l'eloquenza la più importante delle espressioni artistiche.

Sino al secolo scorso la lingua   classica   era   conosciuta in tutti i paesi arabi solamente dai dotti studiosi dell’Islâm mentre la popolazione lo conosceva   in misura minima   e   attraverso l’apprendimento delle preghiere.
In questi ultimi tempi i movimenti panarabici   hanno contribuito alla diffusione della lingua classica scritta e parlata non più esclusivamente ad uso religioso, ma nella politica, nelle associazioni letterarie e culturali in genere, nello sport nelle conferenze, nel teatro,   nelle discussioni elevate e in tutte quelle attività in primo luogo destinate ai rapporti internazionali ma anche in quelle nazionali in cui sia necessario precisare per inciso i significati dei termini, in queste occasioni chi parla pronuncia anche tutte le vocali brevi delle parole mentre nell’uso comune sono omesse.   

Arabo parlato o dialettale - al lugatu al darija

Si può dire che ad ogni nazione o tribù, corrisponda un proprio dialetto, e così in ogni paese,regione o città, mutano parole e flessioni nelle parlate. Più in generale i dialetti arabi hanno subito le contaminazioni nei contatti secolari con gli idiomi berberi e stranieri.
Influenze linguistiche si differenziano secondo le posizioni geografiche, e il succedersi storico degli avvenimenti .
Nelle regioni del nord moltissimi sono termini derivati dalle lingue neolatine ed ancora maggiori sono i francesismi a motivo della presenza del recente passato coloniale. Nelle regioni del sud, a motivo del maggior isolamento geografico vi è una spiccata caratterizzazione per aver conservato più che altroveuna aderenza all’arabo antico.( Lingua dei beduini) In un   primo incontro   con la lingua araba trascritta con lettere latine può provocare un certo   disorientamento. Soprattutto   la lettura dei toponimi delle   carte geografiche e   dei cartelli stradali che si differenziano secondo la lingua   del cartografo che le ha realizzate.

Molte volte    la richiesta di una informazione di un luogo letto sulla carta e pronunciato da un occidentale non corrisponde al nome arabo o berbero reale, e se non fosse per l’innata cortesia della gente locale che comprende le difficoltà linguistiche degli europei   nei confronti dell’arabo,   molte sarebbero le incomprensioni.

Questo è il motivo per cui nella stesura delle mie   tavole,   dei luoghi e dei nomi arabi   ho usato un sistema di trascrizione che abbiamo ritenuto il più vicino alla   fonetica reale, beduina o berbera. Considerando che per le necessita di operare direttamente nel territorio sia opportuno chiamare le cose e i luoghi con il loro nome.  

  Per   questo ho adottato un metodo semplificato di traslitterazione delle lettere arabe con l’alfabeto latino con le minori regole possibile, nell’intenzione che l’uso dei termini possano   essere fruiti anche da un lettore non specialista.

La lingua araba si scrive e si legge da destra a sinistra. L’alfabeto è costituito da 28 lettere.

Normalmente, nei testi di lingua araba (non classica) non vengono scritte le vocali ma la semplice ossatura delle parole con le sole consonanti che la compongono. Nella trascrizione da me usata sono invece scritte anche le vocali sormontate dal segno ˆ   se sono vocali lunghe . Es: (wâd –bîr , etc.)

Nella trascrizione mancano i punti diacritici sotto le consonanti enfatiche
( s) , (d) , ( z ) , ( t )
e sotto la fricativa faringale sorda ( - h), anche la -‘ayn   e la hamza, che è invece un suono generato dalla apertura o dalla chiusura improvvisa della glottide,   la prima una consonante, la seconda un semplice iato, sono rappresentate da un   apostrofo contrario   ( )   (Es: ‘ali- r ‘baia ). L’articolo ( - al) è scritto sempre in minuscolo anche all’inizio del periodo. Quando precede nomi detti “solari” si accorda con la consonante iniziale del nome (es: aj Jerid). Il suono ottenuto in italiano con le lettere sc, o del francese ch è   rappresentato con il segno accento circonflesso   sovrapposto alla lettera  s. Es:( šat – Šenini   etc. ) . Di seguito il metodo comparativo della trascrizione   con lettere latine dell’alfabeto arabo usato.

Valori fonetici corrispondenti delle lettere arabe
 
a ( alif ) è la lettera a che prende il suono della vocale breve che l’accompagna ' a, . i, ' u
b   è la b   di babbo
t   è la t di tavola
th va reso come il th sorda dell’inglese di thing, thank
j va resa come la nostra g palatale di giorno
h viene pronunciata con raschio espirato insieme alla vocale a come casa nel dialetto toscano
kh si pronuncia come il ch tedesco in achtung
d corrisponde al suono della lettera d in dado
dh: si pronuncia come il th inglese di the, this

r va reso con la lettera r di rosa

z corrisponde alla lettera s di casetta
s corrisponde al suono della della lettera s di sigaro, sogno
š si pronuncia come sc della parola scirocco, scena
questa consonante detta ‘ayn   corrisponte al suono di schiacciamento della laringe sulla lettera che la segue
gh è un suono di gola   simile al   gargarismo come nel francese nelle parole rue o route
f viene reso con la lettera f come in fiore, farfalla
q è il suomo della lettera q di quaderno
k si pronuncia come la lettera k
l è il suono della lettera l di luce, lama
m si pronuncia come la lettera m di mamma
n è la lettera n di nano
h è una h neutra come nel termine spagnolo di hombre
w si pronuncia come la lettera u di uovo, duello
y si pronun cia la lettera I come in iuta, iodio
 
s

Queste quattro lettere dette enfatiche si pronunciano in arabo come sono state trascritte con le corrispondenti lettere latine ma con maggior forza
Come già accennato, nel testo dell'opera sono state trascritte in modo semplificato per non estendere ulteriormente il gia complicto sistema fonetico del metodo di traslitterazione.

d
t
z

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