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Mauritania, Ksar el Barka by Gibran Marco V.

– Posted in: Africa, Nord Africa, Resoconti di viaggio

By Gibran
Originally Posted Thursday, November 14, 2013

Mauritania, Ksar el Barka

by Gibran Marco V.

Ci sono luoghi nel mondo che testimoniano il tempo dell’uomo, insediamenti di migliaia o centinaia di anni dove e’ stato scritto il libro della storia. Tutti i luoghi dove l’uomo ha vissuto per breve o lungo periodo, preservano l’importanza socio-economica, del proprio territorio.

Uno di questi insediamenti incontrati nel deserto della Mauritania e’ il ksar el Barka. Il luogo e’ molto affascinante, sorge ai piedi delle montagne tra la confluenza di due corsi d’acqua, davanti al deserto. Per arrivarci bisogna intraprendere un lungo viaggio attraverso il Marocco e la costa Atlantica della Mauritania. Partiti dall’Italia con 5 fuoristrada siamo arrivati all’oasi di Tidjkia dopo circa una settimana di viaggio e panorami stupendi. Il viaggio vero e proprio inizia dopo aver passato la frontiera maura e l’insidiosa “terra di nessuno”; si supera la ferrovia di uno dei treni più lunghi del mondo per poi arrivare al Banc d’Arguin, circa 12000 kmq di riserva naturale protetta, luogo incantevole per passare alcuni giorni ad osservare innumerevoli specie di volatili.

Percorriamo tutta la costa atlantica fino alla capitale Nouakchott, per poi prendere una pista in direzione Tidjikia nella regione del Tagant.

Ksar el Barka e’ una grande citta’ fondata nel 1696 dalla famiglia o tribu’ Kunta. Gli sceicchi Kunta, erano i rappresentanti della stirpe del Kounta popoli, tribu’ beduine di origine araba e berbera che diffuse la propia autorita’ in tutto quello che oggi e’ il nord del Mali e la Mauritania meridionale dalla meta’ del cinquecento ai primi del 18° secolo.

Prima di essere distrutta nel 1822, la citta’ prosperò attraverso il commercio e la coltivazione della palma da dattero e come centro carovaniero.

La sua posizione e’ 18°24’0’’N 12°13’0’’W.

Camminando per le vie ormai alla merce’ della sabbia si possono ancora riscoprire i resti dell’architettura del posto, costruzioni fatte con pietra a secco, mattoni di fango e la caratteristica di questo ksar: le facciate decorate con motivi a cellule triangolari.

Il silenzio e il vento del deserto fanno di questo luogo un misto di fascino e magia, sensazioni di storie di vite che tra queste mura si sono consumate; la sabbia, come mantello prezioso, le terra’ per sempre nascoste e protette.

Una piccola testimonianza,per tutti quei luoghi, persone, situazioni, che nella loro normalità di esistere fanno di un viaggio un’esperienza indimenticabile. Ksar el Barka è una meta nella meta, di sicuro non si passa per “caso” in questi posti, bisogna cercarli non con il gps ma con la consapevolezza di trovare (così io li chiamo) i luoghi della Luna, luoghi fatti di anima, di ombre, di alito di vento. Quante volte durante un viaggio si incontrano posti così? Posti speciali, solo per i nostri occhi, solo per quel momento, da godere nello stesso istante in cui si concedono. Tra alcune decine di anni, i segreti del ksar el Barka saranno sepolti dall’inesorabile sabbia del deserto. Solo i ricordi ne rimarranno i testimoni.

 

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