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Blitz in Marocco e Mauritania L’Africa Nera nel cuore del Sahara

– Posted in: Africa, Africa Occidentale, Resoconti di viaggio

Blitz in Marocco e Mauritania

L’Africa Nera nel cuore del Sahara

Dal 20/12/2018 al 12/1/2019

Equipaggio: Zen, Annina e Sabry Zen

Nissan Patrol Y61 passo lungo detta La Morte Nera

zen@zen1.it

Preambolo

L’idea è nata da una promessa fatta a mia figlia Sabrina che era piccola quando molti anni fa viaggiavo in lungo e in largo per l’Africa ma non potevo portarla con me. Adesso che ha 22 anni ho deciso di rifare con lei un viaggio fino nel cuore del Sahara mauritano passando dal Marocco sia in andata che al ritorno.
Il massimo sarebbe stato attraversare fino a Lomé in Togo e poi rispedire la macchina su container. Purtroppo la sicurezza in Mali e Burkina è molto precaria. Il brigantaggio è ormai un fenomeno giornaliero e addirittura il ministero degli Esteri francese suggerisce di usare una scorta armata in caso di attraversamento del Mali. Quindi abbiamo abbandonato l’idea.

Sicurezza in Marocco

La sicurezza in Marocco non è il massimo. Nell’Alto Atlante sono state uccise due turiste scandinave a metà dicembre, nonostante ciò non c’è segno della presenza della gendarmeria marocchina. L’area è totalmente non presidiata, pertanto quelle valli remote possono ospitare qualsiasi forma di terrorismo. La polizia marocchina come sempre è solo interessata alle contestazioni di eccesso di velocità sulle arterie principali. Contestazioni che si risolvono sempre con 10 euro di mancia che si mette in tasca il poliziotto di turno. Alle frontiere dal lato Marocchino sia a Tangeri che a Guerguerat le automobili con bagaglio sul tetto vengono sottoposte a scanner per vedere se portano esplosivi. Una perdita di tempo inutile perché lo scanner identifica le parti in legno come esplosivi generando enorme caos e confusione. La dogana marocchina (come la polizia e la gendarmeria) cerca sempre scuse per sequestrare qualche cosa. Nel nostro caso a Guerguerat al rientro dalla Mauritania ci hanno sequestrato una pistola spray al peperoncino in plastica. Era un “giocattolo” che non avevano mai visto e quindi lo hanno sequestrato definendolo “arma” e privandoci quindi di un mezzo di autodifesa. Nell’insieme quindi abbiamo avuto un’impressione molto negativa della sicurezza in Marocco. Non c’è da stupirsi che l’ISIS metta le radici in questo paese.

Sicurezza in Mauritania

Tutta un’altra musica in Mauritania. La frontiera di Guerguerat è veloce sia in ingresso che in uscita. Il visto si richiede alla frontiera, è biometrico con foto e impronte digitali. Comunque ci si mette meno della metà del tempo rispetto alla frontiera dal lato marocchino, dove prego notare non è necessario il visa.
La gendarmeria mauritana è onnipresente. Abbiamo fatto circa 2500 km dei quali metà su asfalto e metà su sabbia. In totale abbiamo distribuito 40 fiche police. Circa una ogni 30 km di asfalto. Inoltre nel deserto abbiamo incontrato grossi accampamenti dell’esercito volti a controllare il territorio. Infine alla sera dopo le 19 con il tramontare del sole. La circolazione dei veicoli europei viene sospesa a meno di essere accompagnati da una guida che deve stare in contatto telefonico con l’ultimo posto di blocco attraversato. Insomma in termini di sicurezza la Mauritania è una spanna sopra il Marocco.

Il Viaggio

In totale abbiamo fatto 7300 km con partenza da Tangeri e ritorno nello stesso punto.
Di questi circa 5000 in Marocco e il resto in Mauritania.

Il Marocco è stato attraversato e visitato nei due tragitti di andata e ritorno con pernottamenti a Chefchaouen, Essaouira, Tan Tan, Dakhla, Legzira, Marrakech e Fes.

La Mauritania è stata teatro del vero viaggio in 4×4. Abbiamo costeggiato la ferrovia sul confine col Marocco fino a Ben Amira e poi Choum. Poi siamo passati da Atar per arrivare a Cinguetti, poi Ouadane fino a Gebel El Richat, l’occhio del deserto. Successivamente siamo rientrati a Ouadane per raggiungere Tidjikja. Infine abbiamo passato il capodanno a Matmata e siamo rientrati su Nouakchott passando da Aleg.

Diario di Viaggio

20 Dicembre 2018

Partiamo dall’Italia nel pomeriggio diretti a Barcellona per prendere il traghetto verso Tangeri.

Macchina carica. Per la prima volta siamo in 3. Inoltre abbiamo, una tenda Overland 3 posti sul tetto, 2 piastre da sabbia, 2 ruote di scorta già montate su cerchione, un frigo, due taniche per totale 60 litri d’acqua, due taniche per totale 20 litri di gasolio, binda, compressore, ammortizzatori di scorta, vari pezzi di ricambio, un cambio d’olio motore completo, verricello, doppia batteria, tavolo, sedie, cucina e vettovaglie, viveri e borse con indumenti di ricambio. Siamo al massimo del carico, la Morte Nera pesa circa 3500 kg. Non sarà facile farla galleggiare sulla sabbia.21 Dicembre 2018

Dopo 900 km arriviamo a Barcellona e verso le 12 saliamo sul traghetto Excellent della GNV. Facciamo una dormita di 10 ore. Però leggiamo delle due turiste scandinave assassinate sull’Alto Atlante. Siamo molto preoccupati. Questo incidente ci lascia spiazzati.22 Dicembre 2018

Arriviamo a Tangeri. Siamo i primi a scendere dal traghetto quindi passiamo velocissimi la dogana marocchina. In un’ora siamo fuori e attraversando velocemente i monti del basso atlante andiamo a Chefchaouen. Il paesino è splendido, tutto blu arroccato tra due montagne. Molto vivo la sera. Siamo finalmente in Marocco. Facciamo acquisti e ci godiamo la prima serata marocchina in una Medina bellissima. Alloggiamo all’hotel Jibal.

Chefchaouen di sera è molto suggestiva

23 Dicembre 2018

Partiamo al mattino presto per affrontare i 700 km di trasferimento fino a Essaouira dove visitiamo la Medina e facciamo piccoli acquisti. Pernottiamo al Riad El Zaia. Inizia ad esserci una temperatura piacevole.

24 Dicembre 2018

Passeggiata sulla spiaggia di Essaouira e visita del porto pescatori e del forte. Poi partiamo alla volta di Tan Tan all’Hotel Sable d’Or. Entriamo nel Grande Sud del Marocco. Il paesaggio si fa desertico. All’arrivo a Tan Tan l’Atlantico ci regala un tramonto che ha dell’incredibile.

25 Dicembre 2018
Oggi è Natale e ci trattiamo bene. Passiamo dall’hotel Sable d’Or di Tan Tan al villaggio PK25 di Dakhla. Bungalow di lusso direttamente sul mare. Finalmente ci rilassiamo nel villaggio dopo 800 km in macchina tra strade appena costruite, strade vecchie e distrutte e piste in fuoristrada.
Dakhla l’ho conosciuta nel 2004 ai tempi del pionierismo del kite surf. Si stava tutti sotto una barcana beduina dove si dormiva e mangiava e poi si faceva kite tutto il giorno.

Dopo 15 anni il sito è irriconoscibile. Ha avuto uno sviluppo straordinario. Ci saranno 4 o 5 villaggi più una enorme zona campeggio con almeno 100 veicoli tra camper, roulottes, 4×4, Unimog … sono basito. 

26 Dicembre 2018
Lasciamo Dakhla alle 9 e dopo 4 ore siamo alla frontiera di Guerguerat che ci immette in Mauritania. 
Ovviamente negli ultimi 100 km incontriamo i cartelli dei campi minati posti dai marocchini 40 anni fa per fronteggiare i guerriglieri del polisario. Dovrebbero essere bonificati ma qualche mina è stata dimenticata e ogni tanto qualcuno salta per aria.

Alla frontiera il caos è indescrivibile , ci mettiamo 2 ore e mezza per uscire dal Marocco e 1 ora e mezza per entrare in Mauritania. E tra l’uno e l’altra ci sono i famigerati 5 km di “terra di nessuno” fatti di rocce e sabbia senza una pista precisa e con centinaia di carcasse di auto e camion. Una scena da film di fantascienza. Ovviamente ci perdiamo nella terra di nessuno finché non avvistiamo la porta del confine mauritano e di fronte alla porta il mitico Artouro Mohammed il vero “padrone” del confine mauritano. Grazie ad Artouro saltiamo le code nei vari uffici, però la Mauritania è un paese islamico radicalizzato e tutte le pratiche si fanno con donne separare dagli uomini. Il visto di ingresso viene stampato e consegnato in uno sgabuzzino dove fanno la foto e prendono le impronte digitali. Per terra c’è una spanna di immondizia e sabbia. appena fatti i Visa, Artouro ci scodella l’assicurazione mauritana e siamo pronti per partire. Ci presenta Mohammed la nostra guida che ci accompagnerà per una settimana. Faremo dei tratti di pista molto remoti ed è sempre meglio essere con due macchine , in caso di rotture o emergenze. Mohammed parte ai 120 all’ora sullo stradone verso Nouakchott (che percorreremo al ritorno…. in shalla) e poi a un certo punto senza fare una piega esce dallo stradone e si infila dritto nel deserto. Proseguiamo per 40 km e poi ci fermiamo nel nulla. …è il nostro primo campo.

27 Dicembre 2018
Galoppata sulla sabbia di oltre 300 km costeggiando la ferrovia che porta il minerale di ferro a Nouadhibou. Avvistiamo un treno lungo 3 km !!! Lentissimo. La pista attraversa un paio di villaggi dove il treno si ferma per lo scambio dei binari. Incontriamo anche un gruppo di cercatori d’oro. Ebbene sì, c’è l’oro in Mauritania, in superficie. Il minerale viene estratto a mano col badile, le rocce più promettenti vengono mandate in un impianto dove l’oro viene estratto.

Arriviamo nel pomeriggio al monolite di Ben Amira. Un enorme masso piantato nel deserto alto circa 300 metri.
Facciamo campo qui. Intanto scaliamo il monolite più piccolo che sta a fianco del maggiore. La vista è splendida siamo a pochi km dal confine con il Marocco. La zona è ancora infestata da campi minati messi al tempo dei guerriglieri del Polisario . A un km da noi c’è un accampamento della gendarmeria mauritana. … siamo sulla “frontiera” e si percepisce.

28 Dicembre 2018
Trasferimento da Ben Amira a Cinguetti, passando da Choum e Atar. Alloggiamo all’Auberge de Caravannes. ORRIBILE. Materassi per terra, niente lenzuola, docce comuni con solo acqua fredda. Delle latrine non parliamo. 70 euro in 3 con cena e colazione. Un furto.
Visitiamo però la città vecchia e la libreria dove c’è ancora Saif il custode che conobbi 10 anni fa. Il tutto mi sembra però più degradato rispetto alla volta scorsa. Pochi turisti. Sempre meno. Ci godiamo il tramonto sulle dune di Cinguetti.

29 Dicembre 2018
Lasciamo l’Auberge de Caravannes alla volta di Ouadane e poi di Gebel El Richat, l’occhio del deserto . Un vulcano collassato su se stesso che forma cerchi concentrici con 20 km di diametro. Arriviamo fino in centro e facciamo campo. Passiamo il pomeriggio lì a girovagare sulle montagne. Poi verso le 4 del pomeriggio arriva dal nulla un vecchietto a piedi vestito come un barbone. Chiede acqua . Gli diamo acqua e pane. Lui ci regala una punta di freccia di selce un ferma capelli di ferro e due quarzi. Tutta roba trovata nel deserto. Io a sto punto gli regalo 100 Ouguiya. Lui ringrazia e se ne va. Dice che ha i cammelli e deve andare a Ouadane. Poi arriva Mohammed e ci dice che il comportamento del vecchio è molto strano. È andato anche da lui. Chiedendo chi siamo quanti siamo e se abbiamo carburante. Poi Mohammed ha fatto un giro con il Toyota e non ha trovato nessun cammello. Mohammed è preoccupato. Ci chiede di tornare a Ouadane e dormire vicino alla gendarmeria. Oggi la guida su sabbia era splendida era come surfare sulla neve. Marce ridotte. I mozzi anteriori bloccati e i pneumatici a 1.2 atm. La morte nera viaggia come una limousine a 50km/ora col motore a 2500 giri. La chiamano la Limousine del deserto e se lo merita. Però il consumo sale a 3.5 km con un litro.

30 Dicembre 2018
Massacrante trasferimento da Ouadane a Tidjikja. 700 km di pista con tanto tôle ondulé e asfalto invaso da dune e quindi peggio delle piste. Oggi Mohammed ha dato prova certificata con ISO 9000 di essere uno sprovveduto. Al mattino mentre faccio gasolio lui va a comprare il pane, non tira il freno a mano e la sua macchina, in discesa, mi prende in pieno. Ci ho rimesso un faro fendinebbia e uno sfregio sul paraurti anteriore. Lui però ha demolito il parafango del Toyota. Si è aperto come un uovo. La Morte Nera punisce l’incauto ….

Poi, sulla pista verso Tidjikja, Mohammed buca un pneumatico. Lo cambia e anche quello di scorta è bucato….imperdonabile. Infine alle 6 di sera a 60 km da Tidjikja , Annina e Sabrina vogliono fare campo. Mi faccio convincere. Mohammed esce dalla strada asfaltata e si infila in sabbia vergine di riporto ! …imperdonabile tre. Lo seguo e mi insabbio. La morte nera pesa il doppio del pick-up e non ce la fa a progredire nel sabbione. Dopo 50 metri si pianta. Tirarla fuori è stato un cinema , scaviamo, sgonfiamo le gomme a 0.5 atm. infine sfinito tiro fuori le piastre da sabbia. La risorsa estrema. Con le piastre e la frizione rovente riusciamo a tirarci fuori dal casino. A quel punto sono incazzato nero e decido di andare a Tidjikja . Ma …non è finita. Dalle 7 di sera cambiano le regole e la gendarmeria blocca le strade. Dopo varie peripezie alle 9 arriviamo in città. L’hotel Phare du Désert è chiuso. Sono spiazzato, avevo un’ottima memoria di quel posto. Andiamo obtorto collo all’Hotel de Caravannes, che è l’unico aperto, dove per 40 euro ci danno una stanza da carcere. Senza colazione e dormiamo in tre in un matrimoniale. Ho 38 di febbre.

Che giornata. L’Africa esige rispetto.

31 Dicembre 2018
160 km e siamo a Matmata. Nello stesso punto dove feci campo il 30 dicembre del 2008. 
Vediamo gli ultimi e unici coccodrilli del Sahara. Sono parenti di quelli del Nilo ma per la scarsità di cibo sono più piccoli, affetti da nanismo, e arrivano fino al massimo di 2 metri. Ovviamente facciamo campo a circa 50 metri dalla pozza del coccodrillo dominante di Matmata….

La guelta è lunga 3 km in mezzo a due muraglie di roccia e finisce in un laghetto d’acqua sorgiva che ospita molti pesci , alimento principale dei coccodrilli oltre che qualche capra. Sembra di essere nella preistoria, ci tenevo a portare qui mia figlia. Sembra di stare ancora una volta alla fine del mondo . Stanotte il campo di capodanno qui a Matmata

1 Gennaio 2019

Buon anno.
Ci svegliamo in una tempesta di sabbia. Aria calda ma sabbia in tutta la macchina .

Sbaracchiamo il campo e torniamo sulla statale . È l’ultima sabbia che vedremo. 
Alle 17 siamo all’hotel Casablu di Nouakchott. Il traffico della capitale africana è come sempre divertentissimo… “vale tutto” …
Faccio la prima doccia da 7 giorni. Lascio un dito di sabbia sul pavimento. Il 3 gennaio inizia il rientro.

2 Gennaio 2019
Oggi facciamo un po’ di shopping nella caotica Nouakchott, una specie di accampamento dove vivono circa un milione di persone. Finiamo la giornata sulla spiaggia della capitale.

3 Gennaio 2019
Alle 7 lasciamo Nouakchott alla volta della frontiera di Guerguerat.
Le pratiche dal lato mauritano sono velocissime. Dal lato marocchino…no …
Ora dovete sapere che i doganieri marocchini sono molto parenti dei 40 ladroni e quando vedono un “giocattolo” nuovo , immediatamente lo sequestrano dichiarando che in Marocco è illegale. Il giocattolo in questione è la pistola con spray al peperoncino. Ovviamente non ne avevano mai vista una. Poi siccome aveva la forma di una pistola (di plastica) l’hanno definita “arma”… io ero basito . A sto punto dopo che erano venuti in 24 a vedere la pistola ecco che si presenta il “capo” e come previsto mi viene detto che tale arma è illegale in Marocco e quindi procede con il sequestro. Non sapevo se ridere o incazzarmi. Però era successa la stessa cosa quando erano apparsi i primi GPS e le prime webcam . ….piacevano, e quindi diventavano illegali. A nulla è servito ricordare l’omicidio delle due turiste scandinave. Se uno vuole difendersi in Marocco deve farlo a mani nude o a sassate. Pur con grande simpatia per questo popolo, i marocchini restano e resteranno degli africani. Con tutte le accezioni negative del termine. Alle 18 siamo finalmente a Dakhla.

4 Gennaio 2019

Risaliamo il grande sud marocchino e in serata arriviamo alla magica spiaggia di Legzira.
Cena con sarago alla griglia e vino locale. 
Questo è un posto indimenticabile. Ci sono passato innumerevoli volte, l’atmosfera è quella degli hippies anni ’60. Purtroppo scopriamo che è crollata una delle 3 “zampe” di roccia che entravano nel mare e rendevano caratteristico questo posto.

5 Gennaio 2019

Passeggiata mattutina lungo la spiaggia di Legzira, poi via verso Marrakech passando da Taroudant attraverso l’Alto Atlante e valicando il passo di Tizi n Test.

Verso sera arriviamo finalmente a Marrakech. Ovviamente pernottiamo allo Ksar and Kasbah Spa.

6 Gennaio 2019
A Marrakech è inevitabile farsi prendere dallo shopping impulsivo compulsivo. Per di più siamo in macchina e quindi possiamo caricare l’inverosimile.

Finiamo la giornata con un gommage.

7 Gennaio 2019 
Relax con giretto in carrozza per Marrakech. E’ il primo (e unico) giorno dove non siamo in macchina.

8 Gennaio 2019

500 km e siamo a Fes, passando da Ifrane. Ovvero dalle montagne con il freddo e la neve. Fes è molto più bella di Marrakech. La medina è come immersa nel medioevo.

9 Gennaio 2019

Trasferimento da Fes al porto di Tangeri Med. Arriviamo alle 18:00 giusto in tempo per prendere il traghetto che ci riporterà in Italia. Sempre la GNV Excellent.

10-11-12 Gennaio 2019

Il viaggio di ritorno è lungo e interminabile. Siamo tristi e non sappiamo come riempire il tempo.

Dulcis in fundo becchiamo una burrasca nel Leone con raffiche a 50 nodi onda di 4 metri, la nave deve cambiare rotta. Pertanto arriviamo a Genova alle 8 del mattino del 12 Gennaio. In tutto 60 ore da Tangeri a Genova , ovvero due giorni e tre notti… il record della Grandi Navi Veloci. Per di più l’impianto di riscaldamento della nave era rotto e ce la siamo fatta tutta al freddo.

La Morte Nera è carica di mercanzie marocchine e mauritane. Sembriamo un rigattiere.

La prima cosa che compriamo a Genova è la focaccia.

E’ stato un viaggio molto intenso.

Note tecniche

Abbiamo viaggiato su un Patrol Y61 con 250 mila km e 12 anni di vita. Si chiama la Morte Nera visto che sembra un’astronave per dimensioni e qualità meccaniche. È il secondo Patrol che porto in Africa. Sono mezzi che non mi hanno mai tradito.
Pur col peso degli anni la Morte Nera si è comportata benissimo. Non un singolo guasto o inconveniente. Prima di partire abbiamo montato degli ammortizzatori Old Man Emu e dei pneumatici BF Goodrich KO2 all terrain 285x75xR16 su cerchi in lamiera. Il Patrol su sabbia è imbattibile. Gomme a 1.2 atm e blocco dei mozzi anteriori e può andare dappertutto. La macchina a pieno carico sfiorava i 3500 kg eppure su sabbia in quinta ridotta viaggiavamo a 50-60 km/h a 2000 rpm. Idem su tôle ondulé dove facevamo 80km/h in piena sicurezza.
In totale abbiamo consumato 1300 litri di gasolio alla media di 6 con un litro. Il consumo su sabbia scende a meno di 4 km/litro.

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