Sahara.it

Sahara.it

il sito dedicato al sahara, alle sue genti ed ai suoi viaggiatori

Cicloturismo e carretto motorizato

– Posted in: Bicicletta, Tecnica

By alvise
Originally Posted Monday, December 6, 2004 con conclusioni 2014

INTRODUZIONE ,il cicloturismo africano

Ci sono una infinita’ di vantaggi nel percorrere le strade su una bicicletta, si apprezza meglio il paesaggio che non passa come un film dal finestrino, si e’ + vicini alla popolazione locale (che usa la bicicletta spesso come principale mezzo di locomozione) si ha un impatto inferiore sull’ambiente. Si puo’ ricevere un passaggio in camion, pinasse, aereo senza grossi problemi. L’allestimento ha costi inferiori ad altri mezzi a 2, 4 o 6 ruote motrici.

Di contro si puo’ spesso essere troppo “vulnerabili all’ambinete esterno”, alcune tappe risultano impossibili da realizzare, si ha una autonomia ridotta il clima lo si sperimenta sulla propria pelle (polvere, sabbia, sale, sole..) il probelma principale e ‘ che spesso si hanno distanze notevoli e se non si ha un mezzo d’appoggio non e’ pensabile poter percorrere cosi grandi spazi a meno di ricevere un passaggio.

Queste limitazioni hanno rilegato le pedalate spesso in limitate aree (marocco, tunisia, togo, benin ..) dove l’autonomia e le distanze sono piu’ alla portata dei ciclisti.

L’IDEA , il carretto motorizzato

Per ovviare a queste limitazioni (distanza e autonomia) ho pensato che trainarsi un carretto permette di avere un carico maggiore (acqua, viveri ricambi) limitando forse la possibilita’ di sterrati “estremi”. Se l’ obiettivo non e’ fare gare di discesa questo compromesso e’ accettabile.

Per migliorare la guidabilita’ su sterrati e limitare attriti rispetto a carretti a 2 ruote ho preferito optare per carrello monoruota in modo di avere tutte le ruote allineate, utile su sterrati.

I carrelli in commercio hanno la ruota all’estremita’ del carrello, qesto causa che il carico del carrello e’ praticamente totalemnte scaricato sul retrotreno della bicicletta. Per ovviare a questo ho pensato di tenere laruota in posizione centrale aumentando cois’ il carico possibile.

Per aumentare inoltre la media Km senza essere superallenati la soluzione che ho pensato e’ avere una qualche sorta di propulsione ausiliaria, Motori elettrici e batterie oltre ad avere un peso notevole hanno il problema di ricarica, quindi mi sono orientato verso motori a combustione interna (IC)

Sul mercato si trovano aprecchi motori (IC) di piccola cilindrata (sotto i 50 cc) la maggior parte pero’ sono 2 tempi. Ho trovato pero’ un bel motore Honda mini 4 tempi 31cc con 1.5 cavalli che risuta perfetto per l’applicazione che mi sono proposto.

dai 3500 rpm del motore bisogna scendere i parecchio per arrivare alla ruota, cinghie, catene e puleggie per avere una riduzione 12:1 devono avere dimensioni troppo grandi o avere 2-3 rimandi, sistemi con rullo tranete sulla ruota (tipo solex o mosquito) sono leggeri ma non c’e la possibilita’ di cambiare “rapporto” e in caso di fondo bagnato non si ha trazione.

La soluzione che ho adottato e’ una scatola di riduzione a ingranaggi e pignone con ingranaggi interni (shimano nexus) per avere qualche “flessibilita'” con il motore.

Conclusioni  (2014)

Dopo aver terminato la costruzione il collaudo e’ stato non troppo favorevole. Alcuni altri hanno provato questa strada con soluzioni funzionati pero’ con carretti a due  ruote e con uso solo su asfalto, il monoruota aggiunge un grado di instabilita’ la ruota spingente inoltre causa altri probelmi (troppi angoli di gioco) . Alla fine specialemente su sterrato quanto costruito NON funziona. Ho abbandonato quindi il tutto.

Quindi regolare bicicletta e auto di appoggio per il mio ultimo viaggio africano…

Magari un giorno riparto con un altro tentativo il progetto sarebbe basto su SEMPLICITA”

Una bici con telaio modificato a passo piu’ lungo e motore sulla ruota posteriore.

Avendo piu’ peso sulla ruota posteriore  si ha piu’ trazione, non ci ono giunti e giochi rispetto un carretto articolato. Allungando il passo si riesce a aumentare la capacita’ di carico e un buon portapacchi permette  di caricare quanto tenevo sul carrello, la soluzione borse morbide rispetto a scatolati di alluminio permette piu’ flessibilita’ e minor peso. Tenendo solo due ruote si riduce il probelma di ricambi, camere d’aria riparazioni etc. Sceglierei componentistica derivata da biciclette da downhill per assicurare robustezza.

Per il motorino di trazione sempre starei sotto i 50cc per saltare tutti i problemi di assicurazioni etc per il sistema di trasmissione rullo o cinghia probabilmente riducono il peso di un motoriduttore e semplificano riparazioni e costo di produzione (anche se il motoriduttore ce lo ho gia :-().

Se si pensa di sviluppare il percorso su piste sabbiose le gomme da 4 pollici sono assolutamente un must, le ho viste sulla andare sulla neve e galleggiano incredibilmente purtroppo se su strada sono pesanti e lente. Un compromesso potrebbero essere gomme da downhill un po fat ma non esagerate.

Prima di costruire il tutto bisognerebbe informarsi su gli standard per la spedizione di biciclette come attrezzatura sportiva su gli aerei, se si pianifica bene si potrebbe finire con un mezzo che a un ridotto costo puoi portare con te in aereo o treno nel cuore delle destinazioni da cui il pedalare diventa interessante saltando lunghe tappe di trasferimento.

 

2 Comments… add one

l.a.leoni October 28, 2015, 01:42

Non mi è chiaro il concetto di “…stare sotto i 50 cc per saltare i probemi di assicurazione”; che io sappia non esistono mezzi motorizzati circolanto su strada esenti dall’obbligo di targa, libretto ed assicurazione, almeno in Europa.

alvise November 8, 2015, 03:29

Purtroppo ogni stato ha le sue regole, non conosco le regole specifiche ma mi sembra ormai che anche un motore elettrico con potenza superiore a 500W montato su una bicicletta venga considerato non piu’ una bicicletta ma un “motoveicolo” quindi necessita di assicurazione etc. Penso comunque se si sta nella categoria “moped” ciclomotore le regole sono un po piu’ elastiche rispetto a motoveicoli non sono sicuro quali i requisiti nei vari paesi africani.
PS questa estate ho usato una bicicletta con motore elettrico da 1200W con carretto a singola ruota. Stupendo, finche la batteria dura dopo di che rimpiangi di aver una bici normale quando devi pedalare con tutto quel peso aggiuntivo.
Questa e’ perfetta per esigenze africane, in Canada non si puo’ immatricolare non so in Europa …:
https://motoped.com/survival/
autonomia 650km senza modifiche…

Leave a Comment