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Allestimento Land Rover 110 a cura di Charlie

– Posted in: 4×4, Tecnica

By Charlie
Originally Posted Thursday, April 19, 2007

Preparazione Land Rover 110

Introduzione

Ho acquistato un defender 110 SW/E nel dicembre del 2003. Le ragioni che mi hanno spinto all’acquisto sono state dettate inizialmente da numerosi viaggi in Sud America, Medio Oriente e Africa con mezzi fuoristrada quali l’HZJ 61 e un Hi-Lux aspirato. Avevo 15-16 anni e la voglia di viaggiare che i miei genitori mi avevano trasmesso è diventata ben presto la mia più grande passione. Va detto subito: non sono un vero malato di Land Rover anche se nutro una grande passione per questo mezzo a cui mi sono davvero affezionato. Il fuoristrada, in realtà, è per me un mezzo che permette di tramutare il sogno di scoprire e osservare la natura, le sue magie, la sua forza e di trarne insegnamento costante. Se poi si chiama Land Rover, Toyota o meglio ancora Unimog non importa. Nel mio caso, lo scopo del viaggio non è mai di natura tecnica ma puramente edonistica.

Queste sono le modifiche che ho apportato alla Nellie nel corso degli anni: il nick… per chi non avesse letto il libro “Cuore di Tenebra”, deriva dal nome della barca che scorre lungo il Tamigi e in cui inizia il racconto di Konrad. Un’ultima cosa: un grazie di cuore all’Amico Alfredo Crivelli senza il quale poco di tutto questo sarebbe stato possibile. Compresi molti sogni.

Il mezzo

Non mi dilungherò molto visto che tutti lo conosciamo. I requisiti base sono stati quelli di un mezzo che non costasse una follia, semplice, affidabile e che (requisito primario) durasse nel tempo. Ai tempi non c’erano tutte le diatribe sul TD5 che ci sono oggi: per il momento rimango del tutto soddisfatto del mezzo, del suo motore e dello spazio interno a disposizione. Mi piacerebbe però avere un comfort generale migliore in particolare su asfalto. Non utilizzo il Land come macchina di tutti i giorni e questo confina il rimpianto alle volte in cui salgo in montagna nei week end.

Modifiche

Le modifiche che illustrerò di seguito sono state apportate in parte da me con l’aiuto insostituibile di Alfredo e in parte da Valerio fuoristrada di Settimo Milanese. Il requisito primario che ho sempre perseguito è stato quello di rendere per quanto possibile le modifiche reversibili: una volta rientrato a casa e smontato il tutto la macchina deve ritornare come uscita dalla fabbrica. In primis per un discorso di omologazione. E poi perché usandola in Italia ho necessità di avere i 5 posti e poterci caricare bagagli e materiale vario. Fin’ora il requisito è stato pienamente rispettato.

Esterno

Ho installato un copri differenziale anteriore dell’Equipe, un para-tiranteria e una barra di accoppiamento dello sterzo rinforzata così da rendere un po’ più robusti alcuni componenti esposti e delicati. Allo scarico è stato tolto il padellone centrale e montato uno scarico libero.

Sul paraurti ho installato tramite rivetti due appoggia piedi in alluminio mandorlato, due grilli dell’Equipe per permettere un traino più sicuro del debole annello di serie, i parafari originali, due wings mandorlate nere per salire sul cofano senza rovinarlo e il classico snorkel a fungo che ho recentemente isolato per rendere l’intero impianto completamente stagno. Per i viaggi Africani utilizzo un cofano di un 300Tdi modificato per l’installazione di una ruota di scorta oltre a quella sul portellone posteriore. Dietro c’è un gancio posteriore ad H con parte del supporto per il gancio traino fissato al X-member e un pannello montato al posto del vetrino posteriore destro per il rifornimento carburante nel serbatoio supplementare interno. Anche quest’ultimo volendo si può smontare una volta tornati anche se penso che lo lascierò fisso viste le difficoltà a rimontare ogni volta il vetro e la sua guarnizione.

Recentemente ho messo un porta ruota sul portellone proprio perché iniziava a dare i primi segni di cedimento essendo diventato un po’ duro da aprire. Proprio sul portellone ho fissato al supporto in plastica un pannello di alluminio mandorlato opportunamente sagomato con due ganci al quale fisso tramite delle semplici cerniere un secondo pannello rettangolare: il tutto funge da cucina. Il pannello rimane perfettamente chiuso durante la marcia e può essere aperto in due secondi.

Ho deciso di non montare nessun tipo di portapacchi in quanto non è compatibile con lo spazio a disposizione nel box. Entro la fine dell’anno conto invece di installare un roll cage esterno della safety device per migliorare la sicurezza generale del mezzo che reputo veramente fragile in caso di incidente in particolare nella parte del tetto. Alzandosi di soli 6,5cm il roll cage mi permetterà di avere una specie di portapacchi con l’aggiunta di una barra laterale. Potrò inoltre fissare le piastre da sabbia all’altezza dei vetri laterali direttamente al roll cage. Inoltre quello esterno è facilmente omologabile.

 

Interno

Come detto, non potendo montare un porta pacchi e quindi neanche una maggiolina per ragioni di praticità ho dovuto pensare a una soluzione per dormire all’interno della macchina. All’idea che avevo in mente ci aveva pensato prima indovinate chi?….Alfredo!! Essendo il suo mezzo un HT ho però dovuto ideare qualcosa di un po’ diverso che mi permettesse di avere tutto ben stivato compresa acqua e carburo. Ecco come….

Inizialmente ho pensato e fatto costruire da Vittorio Libanori due serbatoi: uno del carburante e uno dell’acqua. Il primo ha una capienza di 220lt. e sta perfettamente nel cassone. Rifornisce il serbatoio principale per caduta ed è fissato sfruttando i due agganci delle cinture di sicurezza davanti mentre dietro ho dovuto forare il cassone. Tramite il pannellino estreno rifornisco e sfiato visto che il tubo verde (quello di sfiato) è agganciato al pannello.Il serbatoio è stato prima verniciato con dell’antiruggine e poi ricoperto con neoprene adesivo. Al rientro è facilmente rimovibile mentre le connsessioni rimangono sempre monati non dando nessun fastidio.

Quello dell’acqua invece ha una capienza di circa 75lt. e sta dove poggiano i piedi dei passeggeri. Tramite un pratico bocchettone lo si rifornisce e un piccolo rubinetto provvede allo scarico. Un pezzettino di canna da giardino facilita la fuoriuscita dell’acqua mentre allo sfiato è collegato un altro pezzo di canna giardino.

Come si vede dalla foto c’è un piccolo inverter da 300W collegato direttamente alla batteria e isolato quando è spento da un interruttore tipo stacca-batteria.

La fase più impegnativa è stata la costruzione delle casse in compensato che ho prima disegnato su carta e poi fatto tagliare da un falegname. Ho provveduto quindi ad assemblarle e pitturarle con dell’impregnante. Lo stivaggio è così organizzato:

gavoni laterali: alimentari e fornelletti vari

gavone centrale sopra il serbatoio gasolio: vestiti per due

gavone anteriore: pezzi di ricambio in uno scompartimento e varie ed eventuali nell’altro

Il tavolo trova spazio tra il cubby e il gavone anteriore mentre le sedie stanno in un incastro tra il gavone anteriore e quello centrale.

Ecco il risultato:

Per dormire ho fatto fare due materassini spessi 10cm in gomma piuma ripiegabili in due in modo da stivarli nel cassone.Queste sono le prove che ho fatto con il materassino gonfiabile che però ho deciso di lasciare a casa per diversi motivi: la facilità con cui si buca e il tempo che ci si mette a gonfiarlo. E poi le misure non erano proprio perfette….

Il cruscotto è stato allestito con un volante nuovo della Tazio modello 500, un GPS Garmin 176C e uno strumento di diagniostica collegato alla centralina, il Nanocom. Ho messo un piccolo termometro della temperatura esterna mentra il CB è montato sul retro del cubby box. Ci sono poi due prese multiple tipo accendisigari sia davanti (collegate direttamente alla batteria) sia dietro (collegate alle luci posteriori).

Motore

Il motore è stato modificato chuidendo l’impianto EGR con una piastrina, rimappando la centralina tramite Nanocom, togliendo lo switch della frizione e mettendo del neoprene qua e là per isolare meglio alcune parti che rimanevano troppo in contatto fra di loro. Il ferma ruota è stato agganciato in uno spazio libero dentro al vano motore creando così spazio nel vano batteria per i barattoli dell’olio di ricambio. Ho poi creato la famosa botola di ispezione nel cassone visti i problemi che si sperimentano sul Td5.

Ho in mente alcuni lavori per il futuro quali l’installazione del Webasto che conto di fare entro fine anno oltre al roll cage. Una batteria Optima, un compressore nuovo e fisso (ora è portatile stivato nei gavoni) tipo Extremeair da mettere nel vano batteria e dei sedili più confortevoli.

Questo è quanto! Per ogni consiglio e/o info scrivetemi pure a defender110@fastwebnet.it

A salut, Charlie.

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